Musica Nuda (Petra Magoni  Ferruccio Spinetti)

TURANDÓ

Da martedì 31 marzo
a domenica 5 aprile
2020

TURANDÓ

Con Musica Nuda (Petra Magoni  Ferruccio Spinetti)

Drammaturgia e regia Marta Dalla Via

Foto Angelo Trani

Produzione Corvino Produzioni
in collaborazione con Bubba Music

Per il ciclo Ex Novo TURANDÓ con Petra Magoni Ferruccio Spinetti. Drammaturgia e regia Marta Dalla Via. Da martedì 31 marzo a domenica 5 aprile 2020.

Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un enigma.
Karl Kraus

Le principesse delle Favole hanno scarpe spaiate, mangiano mele avvelenate, cadono in un sonno centenario per colpa di un fuso magico. Le principesse del Presente, se non si schiantano in un sottopassaggio parigino o in una curva nei pressi di Monaco, riempiono le riviste con i loro scivoloni di etichetta o successi da partorienti.

Nella Favole e nel Presente le principesse si sposano sempre.

Turandot, da un favolistico regno cinese, rappresenta un’eccezione: non vuole essere la moglie di nessuno. Costretta dal padre imperatore, decide di accettare come consorte solo colui che riuscirà a risolvere tre difficili indovinelli. Per chi fallisce c’è la decapitazione.

Questa storia comincia con una testa che rotola. L’ennesima.

Un coro chiede: si può essere crudeli al punto di uccidere chi ha fallito in un’impresa d’amore? Un altro coro risponde: non è crudele uccidere chi è così stupido da mettere in palio la propria vita per una donna che ha visto solo in foto.

Mettere al centro del discorso una guerra Maschi contro Femmine o un ipotetico scontro culturale tra Oriente e Occidente e decidere per chi tifare è limitante. Significa depotenziare una riflessione cruciale sui rapporti umani, sul sé e l’altro da sé, affogandoli in un mare affollato di considerazioni di genere generico.

Chi è oggi Turandot? L’etimo della parola Principessa, chi occupa il primo posto, pone interrogativi. Il primo posto di cosa? Nella cronaca rosa? Nella politica? Nel cuore dei sudditi? Nell’economia? Nella scienza?

Sul palco/podio due sovrani del panorama artistico, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, moltiplicheranno i loro talenti per alimentare il vero soggetto di questo racconto: l’enigma.  Se conosci le risposte il mistero non è più tale.

Come le teste degli sfortunati pretendenti la T finale del titolo cade. Un accento prende il suo posto per sottolineare la matrice popolare e impertinente di questo spettacolo.

Articoli e recensioni

Corriere.it

Videointervista di Emilia Costantini a Liliana Cavani per il sito del Corriere della Sera.

Sipario.it

Angelo Pizzuto per Sipario.it

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Monia Manzo per Close up.

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Sergio Palumbo per CulturaSpettacolo.it

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Enrico Fiore per Controscena

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