Ascanio Celestini

MUSEO PASOLINI

Da giovedì 3 a domenica 6 febbraio 2022

Ascanio Celestini
MUSEO PASOLINI

Produzione Mismaonda | Fabrica | Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano

Matti da slegare - Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti - locandina

Secondo l’ICOM (International Council of Museums) le cinque funzioni di un museo sono: ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione. Come potrebbe essere un museo Pier Paolo Pasolini?

In una teca potremmo mettere la sua prima poesia: di quei versi resta il ricordo di due parole “rosignolo” e “verzura”. È il 1929. Mentre Mussolini firma i Patti Lateranensi, Antonio Gramsci ottiene carta e penna e comincia a scrivere i Quaderni dal Carcere. E così via, come dice Vincenzo Cerami: “Se noi prendiamo tutta l’opera di Pasolini dalla prima poesia che scrisse quando aveva 7 anni fino al film Salò, l’ultima sua opera, noi avremo il ritratto della storia italiana dalla fine degli anni del fascismo fino alla metà degni anni ’70. Pasolini ci ha raccontato cosa è successo nel nostro paese in tutti questi anni”.

Nel suo nuovo spettacolo, Ascanio Celestini ci guida in un ipotetico Museo Pasolini che, attraverso le testimonianze di uno storico, uno psicanalista, uno scrittore, un lettore, un criminologo, un testimone che l’ha conosciuto, si compone partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci ad acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperarlo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti?

Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo?

Cosa possiamo comunicare attraverso di lui?

E infine: in quale modo dobbiamo esporlo?

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