Valter Malosti  Roberta Caronia

IL BERRETTO A SONAGLI

Invito a teatro

Da giovedì 28 novembre
a domenica 8 dicembre 2019

IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello

Adattamento e regia Valter Malosti

Con Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Maria Lombardo, Roberta Crivelli

Luci Francesco Dell’Elba
Scene Carmelo Giammello
Costumi Alessio Rosati
Foto Franco Rabino

Produzione TPE -Teatro Piemonte Europa

Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, adattamento e regia Valter Malosti | Teatro Carcano | Progetto grafico Flaminio Cozzaglio

Il carattere di Ciampa è pazzesco, questa è la sua nota fondamentale. Gesti, andatura, modi di parlare pazzeschi. Cosicché dovrà nascere il sospetto e la paura che a un dato momento egli possa uccidere.
Luigi Pirandello, lettera a Nino Martoglio, 8 febbraio 1917

Con Il berretto a sonagli Malosti ha affrontato per la prima volta Pirandello, confrontandosi con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano, cercando di strapparlo allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena, che è anche labirinto: una feroce macchina/trappola.

Un testo vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, molto evidente nel testo scritto in dialetto siciliano che è alla base di un lavoro originale di drammaturgia.

Una versione più schietta, dura, non ‘ripulita’ del testo pirandelliano, affidata sia al dialetto della prima stesura sia ad un italiano derivato da questa, che assume in sé elementi dialettali, per permettere di affidare agli attori una partitura più ritmica e musicale, recuperando anche una dimensione più autentica in cui la risata da valore liberatorio.

Come è ormai noto, Il berretto a sonagli nasce come testo dialettale (‘A birritta ccu ‘i ciancianeddi) per Angelo Musco, attore comico di grande successo. Il testo in dialetto recitato da Musco non fu mai pubblicato da Pirandello, a differenza di quanto avvenne con Liolà.

La prima redazione de Il berretto a sonagli, ritrovata nel 1965 e pubblicata solo nel 1988, può oggi diventare un mare linguistico in cui re-immergere il testo italiano, oltre che un prezioso corto-circuito dal punto di vista dei contenuti. Questa prima versione, infatti, ha offerto materia a Malosti per un lavoro di riscoperta e rilettura non solo linguistica, ma di ridefinizione di caratteri e ruoli affioranti dal recupero dei tagli capocomicali di Musco, mai ripristinati dall’autore nell’edizione italiana, anzitutto la perdita di una possibile co-protagonista della commedia, accanto a Ciampa, in Beatrice Fiorìca, la moglie tradita.

Si tratta di un testo più duro, politicamente scorretto, a tratti ferocemente antimaschilista nelle battute, sia di Beatrice sia dell’equivoco personaggio della Saracena, e che presenta varianti significative che riguardano tutti i ruoli e in particolare una scena totalmente espunta nella versione italiana posta nel manoscritto all’inizio del secondo atto.

Lo spettacolo si inserisce nel solco delle rivisitazioni “d’autore” di Malosti, come era accaduto con il felice lavoro tratto da La scuola delle mogli di Molière, per tre anni in tournée nei teatri italiani e con il recente Molière / Il Misantropo: teatro popolare d’arte.

Afferma Malosti: “Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière, e un andamento da farsa nera. Ciampa è per me un buffone tragico, come il Nietzsche di Ecce homo e l’Arnolphe de La scuola delle mogli”.

Articoli e recensioni

Corriere.it

Videointervista di Emilia Costantini a Liliana Cavani per il sito del Corriere della Sera.

Sipario.it

Angelo Pizzuto per Sipario.it

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Monia Manzo per Close up.

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Sergio Palumbo per CulturaSpettacolo.it

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Enrico Fiore per Controscena

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