LO SCIOPERO DELLE BAMBINE - l’eroicomica impresa del 1902 - Teatro Carcano

LO SCIOPERO DELLE BAMBINE - l’eroicomica impresa del 1902

Stagione 2026-2027

dal 09/12/2026 al 09/12/2026

LO SCIOPERO DELLE BAMBINE

l’eroicomica impresa del 1902

SCUOLE MEDIE SUPERIORI

programmazione

con Rita Pelusio e Rossana Mola

regia Enrico Messina

testi e drammaturgia Domenico Ferrari, Rita Pelusio ed Enrico Messina

cura del suono Luca De Marinis

luci e musiche Enrico Messina

scene Simone Fersino

costumi Lisa Serio

ricerche d’archivio Zeno Piovesan

voce off Carmela Restelli

ricerca movimento Micaela Sapienza

foto Laila Pozzo

produzione PEM Habitat Teatrali e Anna Marcato

con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo

in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro

Durata: 60 minuti + incontro con la compagnia (facoltativo)

Sinossi

Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste-sarte che marcia verso la Camera del Lavoro. Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine, hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate, eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città. La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff.

A raccontare questa storia dimenticata sono due piccioni, due creature che abitano “le piazze” e che, nelle loro parole, rispecchiano il nostro sguardo contemporaneo, troppo spesso stanco e disilluso davanti alle sfide della storia. Mentre osservano la protesta delle più minuscole operaie, essi creano un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande.

Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della

consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.

Lo sciopero delle bambine è il nuovo spettacolo di PEM Habitat Teatrali con cui la Compagnia prosegue la sua ricerca di un’arte che sappia declinare contenuti civili e ironia. Ancora una volta vogliamo riportare alla luce una vicenda quasi sconosciuta, sepolta dal tempo, per affrontare il nostro presente e non accontentarci delle briciole.

La storia

Lo spettacolo prende ispirazione da una vicenda realmente accaduta a Milano tra il 23 e il 27 giugno del 1902: lo sciopero delle “Piscinine”, le giovanissime apprendiste delle sartorie e delle modisterie milanesi.

La parola “piscinina”, in dialetto meneghino, significa “piccolina” e indicava le bambine lavoratrici impiegate presso laboratori artigianali e case di moda. Molte avevano tra i sei e i tredici anni. Oltre a imparare il mestiere, svolgevano lavori pesanti e umilianti: pulizie domestiche, commissioni, trasporto di enormi scatoloni pieni di abiti e tessuti attraverso la città. Le giornate di lavoro potevano superare le dodici ore e la paga era bassissima. Nel giugno del 1902 centinaia di queste bambine decisero di scioperare e di rivolgersi alla Camera del Lavoro di Milano. Chiesero aumenti salariali, una riduzione dell’orario di lavoro, pause per mangiare e l’abolizione dei servizi domestici imposti dalle “maestre”, le padrone delle sartorie. Lo sciopero ottenne una grande attenzione pubblica e coinvolse l’intera città.

Le fonti storiche relative a questa vicenda sono però molto scarse. Per alcuni giorni i giornali milanesi parlarono delle Piscinine quasi quotidianamente, spesso con tono ironico, paternalistico o apertamente irridente, descrivendole come “monelle”, “ribelli” o “bambine sguaiate”. Solo poche voci, legate al movimento socialista e femminista dell’epoca — tra cui Anna Kuliscioff — riconobbero l’importanza politica e sociale della loro protesta. Dopo quella settimana, questa storia scomparve quasi completamente dalla memoria collettiva. Proprio questa rimozione è diventata uno dei punti di partenza dello spettacolo: riportare alla luce una lotta dimenticata e interrogarsi sul motivo per cui alcune storie, soprattutto quelle delle donne, delle bambine e dei lavoratori più poveri, vengano spesso escluse dal racconto ufficiale della storia.

Tra storia e diritti

Lo spettacolo offre l’occasione di riflettere sul tema dei diritti dell’infanzia, del lavoro minorile e della dignità del lavoro. La storia delle Piscinine appartiene al passato, ma molte delle questioni che solleva sono ancora attuali: lo sfruttamento, le disuguaglianze sociali, il diritto all’istruzione, la disparità di genere, il diritto al riposo, alla sicurezza e all’ascolto.

Le protagoniste dello spettacolo comprendono che da sole sono fragili, ma insieme possono diventare una forza collettiva. Attraverso il loro sciopero emergono temi fondamentali della cittadinanza democratica: la solidarietà, l’organizzazione, la partecipazione e il coraggio di prendere parola.

Lo spettacolo invita inoltre a interrogarsi sul rapporto tra responsabilità individuale e cambiamento collettivo, mostrando come anche le persone considerate più piccole o marginali possano incidere sulla realtà e trasformarla.

Il linguaggio

Il linguaggio dello spettacolo mescola registri diversi: narrazione poetica, ironia, dialogo teatrale, memoria storica e momenti di forte leggerezza comica.

I due protagonisti — due piccioni che osservano la città dall’alto — alternano giochi linguistici, riflessioni filosofiche, battute surreali e racconti concreti della vita delle Piscinine, creando un “carillon filosofico” che attraversa tutto lo spettacolo. Questa scelta permette di affrontare temi complessi senza rinunciare all’immaginazione, all’umorismo e alla dimensione simbolica del teatro.

La scrittura utilizza un linguaggio evocativo, ma accessibile, capace di parlare sia ai più giovani sia agli adulti.

Il dialetto milanese compare in alcuni momenti come elemento identitario e musicale, mentre il continuo alternarsi tra leggerezza e profondità crea un ritmo vivo e coinvolgente. La presenza dei piccioni introduce inoltre uno sguardo “laterale” sul mondo umano: ironico, fragile e profondamente contemporaneo.

 

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BIGLIETTO STUDENTI

Posto unico € 12,00

Gli studenti con disabilità certificata hanno diritto al biglietto omaggio.

Accompagnatori gruppi scolastici: è previsto 1 omaggio ogni 15 studenti paganti, altrimenti ridotti a € 5,00 per accompagnatori in esubero rispetto al rapporto di 1:15.