dal 03/05/2027 al 03/05/2027
AUT - Un viaggio con Peppino Impastato
programmazione
“...Fatela davvero anche voi una radio, come ho fatto io. Assordiamo i potenti, la rivoluzione si fa anche a canzoni, spariamole a tutto volume, incrociamole. «Questa chitarra ammazza i fascisti» c’era scritto sulla chitarra di Woody Gutrie. Ecco, questa radio, queste radio, le radio di Terrasini, di Palermo, del mondo ammazzano i mafiosi se suonano la stessa musica”. (Peppino Impastato)
Aut è un viaggio di un treno fantasma, un treno che corre su quelle rotaie che saranno la tomba di Peppino. Lui è seduto su quel treno e dal finestrino vede passare la sua vita. Vita che era lotta e politica. Il treno e la radio diventano teatro per raccontare la sua storia. Peppino si racconta dal microfono di radio AUT e sbeffeggia, urla, canta, sputa parole e piange tutta la rabbia e la vergogna per la sua terra corrotta e malata di mafia.
Abbiamo utilizzato le sue parole, abbiamo rubato dai classici e abbiamo scritto cose nuove. Dissacrando il mito, lo abbiamo immaginato, oggi, a condurre un suo one-man show. Lui stesso usava il teatro e spesso lo definisce uno tra i momenti più riusciti della sua attività. Siamo andati proprio nella sua Cinisi a presentare questo lavoro. Abbiamo camminato con i suoi amici, siamo entrati nella sua casa, abbiamo mangiato con il fratello, abbiamo visto aprirsi le porte di casa Badalamenti. Ed è con questo negli occhi e nel cuore che ora portiamo in giro questo lavoro.
Lo spettacolo ha debuttato il 7 maggio 2010 a Cinisi (PA) all’interno delle iniziative organizzate per il Forum Sociale Antimafia da Casa Memoria Peppino Impastato in occasione del 32° anniversario della morte di Giuseppe Impastato.
Note degli autori
Nello scrivere il testo siamo partiti da Peppino. Abbiamo indagato il suo privato, la sua quotidianità, il suo essere un uomo prima che un personaggio. Abbiamo letto i suoi testi inediti, le sue poesie, abbiamo chiesto di lui a chi l’ha conosciuto. Abbiamo conosciuto i suoi amici, suo fratello Giovanni. Quello che è venuto fuori è il ritratto di un ragazzo con dei momenti di fervore molto appassionati, che urla alla radio, in piazza, organizza manifestazioni, raduni, che deve continuamente “fare”; ma anche con momenti di depressione, disincanto, che si chiede se mai la sua amata terra guarirà dalla mafia, un ragazzo solo, cacciato di casa, figlio di un padre colluso con la mafia, incapace di avere una relazione con una donna.
Peppino e la sua umanità. Non solo l’eroe del film I cento passi. Per questo ancora più umano. Questo è ciò di cui parliamo nello spettacolo. Di un ragazzo che combatte i mafiosi senza pistole, senza bombe, ma con un’arma ancora più potente: la sua voce. Con l’ironia sbeffeggia questi uomini d’onore attraverso Radio Aut e la sua trasmissione radiofonica Onda Pazza a Mafiopoli, soprattutto il mafioso che vive a cento passi da casa sua, Gaetano Badalamenti, Don Tano, che ogni giorno lo ascolta. Decide che Peppino è un personaggio scomodo. Lo è, perché dice la verità. Osa dove nessuno ha mai osato. E per questo è pericoloso.
Cosa scrive la critica
«L’Impastato di Annoni è [...] un giullare che suscita sorrisi amari, schierato politicamente dalla parte del proletariato, un comunista che non ha paura di esserlo – sono lontani i tempi in cui il diktat è la moderazione sempre e a ogni costo – e che sta al fianco della “povera gente” – come si usava dire – vessata dalla mano di piombo di uomini, vili a tal punto da espropriare le terre per costruire la pista dell’aeroporto di Punta Raisi, sotto gli occhi compiaciuti e compiacenti dello Stato» .
(Filippo Pino, persinsala.it)
«Uno spettacolo di forte intensità poetica, non scevra da spunti comici che, oltre a percorrere l’attività di Peppino Impastato, compie un’indagine dentro l’uomo, la sua difficoltà a instaurare rapporti con l’esterno, la depressione incombente [...]. Un’interpretazione straordinaria, accompagnata da musiche e canzoni del tempo unitamente ad alcuni motivi dei film western di Sergio Leone, dove il pubblico è chiamato a viaggiare all’interno di questa dimensione onirica dove si miscelano ironia amara e ilarità, con l’unico ausilio di un telo dietro cui richiamare, attraverso un gioco di ombre, l’anima drammaturgica dell’Òpra di Pupi siciliana. Una riflessione vivida su un episodio drammatico degli anni settanta, che può essere anche modello per una coscienza attiva del presente» .
(Claudio Elli, Punto e Linea Magazine)
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BIGLIETTO STUDENTI
Posto unico € 12,00
Gli studenti con disabilità certificata hanno diritto al biglietto omaggio.
Accompagnatori gruppi scolastici: è previsto 1 omaggio ogni 15 studenti paganti, altrimenti ridotti a € 5,00 per accompagnatori in esubero rispetto al rapporto di 1:15.

