Lella Costa

LA PESTE DI CAMUS.
Il tentativo di essere uomini.

LA PESTE DI CAMUS
Il tentativo di essere uomini
dal romanzo La peste di Albert Camus © Editions Gallimard

Adattamento Emanuele Aldrovandi

Con Marco Brinzi, Alvise Camozzi, Matteo Cremon, Oscar De Summa, Mattia Fabris

Scene Maria Spazzi
Costumi Katarina Vukcevic
Luci Alessandro Verazzi
Suoni e scelte musicali Sandra Zoccolan

Regia Serena Sinigaglia

Produzione Teatro Stabile del Veneto | Teatro Stabile di Bolzano
Teatro Carcano

TOURNÈE

DAL 2 AL 6 MARZO
PADOVA, TEATRO VERDI

DAL 10 AL 13 MARZO
VENEZIA, TEATRO GOLDONI

DAL 18 AL 20 MARZO
TREVISO,  TEATRO MARIO DEL MONACO

DAL 22 AL 27 MARZO
MILANO,  TEATRO CARCANO

La peste di Camus

«I capolavori dell’arte, di qualsiasi arte, sono tali perché sanno curarti l’anima. I classici sono capaci di farlo attraversando epoche, latitudini e società.
Durante il lockdown del marzo 2020 cercavo qualcuno o qualcosa che mi aiutasse ad orientarmi al di là del chiacchiericcio incessante e angoscioso dell’“attualità”. Mi sentivo smarrita […]
Così mi sono detta: prova a leggere Camus, prova a leggere La peste. Non ero sicura fosse l’idea giusta: c’è “la peste” e io mi metto a leggere proprio La peste?! Avevo paura che mi avrebbe spaventata o magari appesantita. Eppure sentivo un richiamo istintivo, qualcosa che mi spingeva verso quel romanzo e non altri. E dunque ho cominciato.
L’ho divorato e quando ho chiuso l’ultima pagina… ero felice e commossa! Provavo come non provavo da tempo una sensazione tangibile di lieto benessere. Una leggerezza che credevo persa per sempre.
La peste di Camus scandaglia a fondo l’animo umano e lo fa scegliendo un momento estremo, di assoluta emergenza, di sconvolgimento dell’ordinario.
È divertente, è commovente, è appassionante, è sorprendente, l’umanità di Camus. L’autore francese ci guarda senza giudicarci mai, con occhi sempre nuovi. E ci propone una direzione possibile, un senso al caos, un freno alla paura. L’amore, l’amore laico e terreno, è l’inaspettato protagonista di questa storia, il filo che unisce le strane vicende intercorse ad Orano in un anno imprecisato degli anni ‘40. E Il tentativo di essere uomini e non bestie è il più semplice e radicale senso della vita.
La peste di Camus è un capolavoro. E oggi è un testo necessario […]
Ho deciso il giorno stesso che l’ho finito di condividerlo col pubblico, in teatro, convinta che, come aveva fatto bene (e tanto) a me, avrebbe potuto farlo ad altri […]
Sul palco si muoveranno i cinque personaggi principali voluti da Camus: Rieux, il medico, Tarrou, lo storico, Rambert, il giornalista, Cottard, il faccendiere, Grand, l’impiegato. Attorno a loro l’universo umano dei co-protagonisti: il portinaio, Padre Paneloux, il prefetto ed altri ancora.
Passeremo senza soluzione di continuità dal dialogo alla narrazione, dalla narrazione al dialogo, esattamente come accade nel romanzo, cercando la sintesi scenica che il teatro richiede.»

Dalle note di regia di Serena Sinigaglia

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