Ambra Angiolini  Ludovica Modugno

IL NODO

Da martedì 26 gennaio
a domenica 31 gennaio 2021

IL NODO
di Johnna Adams
Traduzione Vincenzo Manna e Edward Fortes

Con Ambra Angiolini  Ludovica Modugno

Musiche Mauro Di Maggio e Luna Vincenti
Scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Light designer Roberta Faiolo
Foto Serena Serrani

Regia Serena Sinigaglia

Produzione Società per Attori | Goldenart Production

Prenotabile/in vendita dal 30 novembre

Una madre e un’insegnante si fronteggiano in un intenso confronto che parla di bullismo e di rapporti genitori-figli; due donne forti alle prese con una questione delicata e attualissima sul mondo dell’adolescenza.

All’ora di ricevimento di Heather, docente di prima media, si presenta Corryn, madre del suo allievo Gidion, che è stato sospeso ed è tornato a casa pieno di lividi. È una vittima del bullismo o è lui stesso un molestatore? L’unico obiettivo del difficile dialogo è sciogliere il nodo e cercare la verità.

Il titolo originale del lavoro della giovane drammaturga statunitense Johnna Adams, Gidion’s Knot (2012) rimanda al nome del giovane studente, ma è anche un gioco di parole: in inglese suona come gordian’s knot, il “nodo gordiano”, un nodo che non si può districare se non tagliandolo di netto.

Heather e Corryn daranno vita ad un confronto durissimo, che potrà dare un senso al loro dolore, allo smarrimento e al reciproco, soffocante, senso di colpa. Al centro della questione un incandescente dialogo su valori e responsabilità, fra il mondo della scuola – in continua trasformazione – e quello della famiglia.

Per l’attualità e la criticità delle tematiche affrontate Il nodo ha ricevuto sia il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che quello del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il nodo non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo, è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti… La metafora del titolo è molto chiara: esistono conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi. E dunque: non bisognerebbe mai trovarsi in circostanze tanto estreme da risultare irrecuperabili… Heather e Corryn non sono solo l’insegnante e la madre di Gidion.

Il loro conflitto, come quello tra Medea e Giasone, tra Dioniso e Penteo, tra Eteocle e Polinice, racchiude in sé tutti noi come singoli individui e tutti noi come società. E ci pone di fronte alle nostre responsabilità: per ogni ragazzo ferito, umiliato, ma anche per chi umilia e ferisce, siamo noi ad essere sconfitti, come individui e come società, nostra è la responsabilità, nostra è la pena e il dolore… Viviamo in una società dove i genitori troppo spesso difendono ad oltranza i loro figli, difendendo in realtà nient’altro che se stessi. Una società dove gli insegnanti sono sottopagati e poco, pochissimo considerati. Una società dove un qualsiasi ragazzo ha il diritto di sentenziare sulla validità dell’insegnamento. Una società dove a volte fare l’insegnante è un ripiego, non il più nobile degli incarichi”.

Dalle note di regia di Serena Sinigaglia

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