Recite scolastiche | LA CICALA E LA FORMICA | marzo 2019

Mercoledì 27 marzo 2019 ore 10.00 – Scuole dell’infanzia

Fantateatro

LA CICALA E LA FORMICA

Scritto e diretto da Sandra Bertuzzi
Con Valeria Nasci, Mona Lisa Verhoven, Mario Gualandi, Marco Mandrioli
Scene Federico Zuntini
Costumi Atelier Fantateatro

 Durata: 50 minuti + 15 minuti di gioco a quiz (partecipazione facoltativa)

Tema: la cooperazione e il senso di responsabilità.

La cicala e la formica è una favola di Esopo, adattata anche da Jean de La Fontaine.

L’AUTORE
Esopo è una figura immersa nella leggenda: si ignorano le vicende della sua vita, non si sa con esattezza quando sia vissuto (nel VII-VI secolo a.C.), non si conosce alcun testo certamente suo. Alcuni studiosi hanno perfino dubitato della sua reale esistenza. I Greci ne fecero il protagonista di racconti e storielle in cui brillava la sua acutezza d’ingegno e soprattutto gli attribuirono la creazione di una ricca raccolta di favole. L’insieme delle favole di Esopo, riscritte e arricchite nel corso dei secoli per opera di altri autori senza nome, arrivò a circa alcune centinaia: tali favole furono spesso imitate o riprese da scrittori successivi, come Fedro e Jean de La Fontaine.
La vita di Esopo è narrata nel Romanzo di Esopo, uno scritto del I-II secolo d.C., il cui primo nucleo risale forse al V secolo a.C. poiché il poeta Aristofane e lo storico Erodoto ne conoscevano già alcuni episodi. Nel romanzo sono riportate molte favole, che sarebbero state raccontate dal protagonista in varie occasioni della sua avventurosa esistenza. Secondo il romanzo, Esopo sarebbe stato uno schiavo frigio, “schifoso, pancione, con la testa sporgente e il naso schiacciato, gobbo, olivastro, bassetto, con i piedi piatti, corto di braccia, storto, labbrone”. Questi particolari, certamente inventati, vogliono dare l’idea di un individuo di umilissime condizioni che, nonostante le apparenze, si rivelerà ricco di doti e d’ingegno.
Infatti, il deforme Esopo è in grado, con le sue trovate, di smascherare inganni e sopraffazioni dei suoi compagni di servitù. Esopo riceve allora, per ricompensa divina, il dono dell’eloquenza; viene poi venduto a un filosofo, il quale resta più volte sorpreso, o beffato, dai suoi consigli. Ottenuta la libertà, Esopo compie lunghi viaggi in Oriente ed è ospite alla corte di vari re, dei quali si conquista il favore con le sue sagge risposte a enigmi e domande di vario genere. Infine, tornato in Grecia, nel santuario di Delfi dedicato al dio Apollo, Esopo viene condannato a morte per aver denunciato la rozza stupidità degli stessi abitanti di Delfi. Le favole che anche in quest’occasione egli narrò, per invitare i cittadini a non compiere un tale delitto, non riuscirono a salvarlo. Tuttavia, secondo la leggenda, Apollo ne vendicò la morte con una pestilenza; e la fama della saggezza di Esopo, grazie alle sue favole, si diffuse nel mondo.

TRAMA DELLO SPETTACOLO
Mala Cicala e Pica Formica sono proprietari del Pub “Il Tronco Secco”, dove ogni sera Mala la Cicala si esibisce con numeri e sketch. A Pica la Formica invece tocca lavorare in cucina per accontentare i tanti avventori del locale. Non manca inoltre di preoccuparsi di preparare il buono e succoso Ginfragola, indispensabile per affrontare l’inverno. Esasperata, Pica rompe la società e caccia via Mala, che rimane senza riparo durante i mesi freddi. Sarà il Natale ad avvicinare ancora una volta i due amici, che ritrovano un nuovo modo di stare insieme, valorizzando le differenze reciproche e collaborando per realizzare i progetti comuni.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…
Una favola esopica consiste in un brevissimo racconto, presentato in modo chiaro ed essenziale: i protagonisti sono animali, talvolta anche piante e perfino oggetti inanimati o fenomeni naturali. Scopo della favola è illustrare, con il suo svolgimento, le regole che dovrebbero guidare o che guidano il comportamento degli esseri umani. Il significato morale di ogni favola è chiarissimo, ma a molte di esse, in età successiva, fu aggiunta una frase che lo spiega ancora più chiaramente.
Ogni animale incarna e simboleggia una specifica qualità, negativa o positiva, secondo associazioni che sono vive ancor oggi: così la volpe è simbolo dell’astuzia, ma anche dell’avidità e della slealtà; la formica incarna le doti del risparmio e del duro lavoro, la cicala è immagine di chi, per amore dell’ozio e del piacere del momento, si condanna alla miseria futura.

CURIOSITÁ
Il fatto che Esopo fosse, secondo la leggenda, uno schiavo, destinato a subire l’ingiustizia della propria condizione, e che fosse riuscito a ottenere libertà e considerazione grazie alla propria astuzia, corrisponde perfettamente alla situazione di molti protagonisti animali delle favole a lui attribuite.
La visione del mondo che emerge da queste favole è, in genere, pessimista ed è la visione propria della gente del popolo. La gente umile, con le favole attribuite a Esopo, esprimeva così la propria protesta contro le ingiustizie che era costretta a subire senza poter sperare in un mondo diverso e migliore.

PROPOSTA DI VISIONE
Minuscule – La valle delle formiche perdute è un film del 2013 nel quale, attraverso il microcosmo degli insetti, viene fatto un racconto più grande sulla natura, sul pianeta, sull’essere umano. Dall’insetto all’essere umano: il rispetto per l’altro e per dove viviamo.

PROPOSTA DI ATTIVITÁ
Costruiamo insieme un formicaio artificiale per osservare le formiche da vicino!
MATERIALI
– 1 vaso di vetro più grande e 1 più piccolo (che si adatti all’interno del primo lasciando un margine di almeno 3 cm dal bordo esterno), entrambi muniti di tappo ermetico.
– 1 imbuto
– cartoncino e nastro adesivo
– miele
– formiche
COME REALIZZARLO
Collocate il contenitore di vetro più piccolo all’interno del contenitore più grande. Lo scopo del contenitore più piccolo è esclusivamente quello di occupare spazio e incoraggiare le formiche a costruire i loro tunnel contro il vetro esterno per facilitare la visualizzazione. Individuate un formicaio in un giardino e scavate nella zona in cui si vede la maggior parte delle formiche. Trasferite un po’ del terreno del formicaio, con le formiche, in un secchio. Utilizzando un imbuto versate un po’ di terra del formicaio e le formiche nello spazio tra i due contenitori. Ora chiudete col coperchio ermetico il vaso grande per impedire la fuga delle formiche. Praticate sul coperchio dei forellini che consentano il passaggio dell’aria ma non la fuoriuscita delle formiche. Terminato il lavoro, rivestite il vaso con del cartonino scuro, per oscurare il formicaio e ricreare l’ambiente sotterraneo. Le formiche inizieranno subito a lavorare. Per provvedere al nutrimento delle formiche va benissimo una goccia di miele, dello zucchero, frutta e verdura (ma devono essere piccole quantità alla volta per evitare la formazione di muffe).
Il formicaio in vaso va posto in un luogo fisso, non deve essere spostato o urtato. Per osservare il lavoro del formicaio basterà rimuovere momentaneamente il cartoncino che lo avvolge.

La cicala e la formica | Fantateatro | Teatro Carcano

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Promozione Scuole e Gruppi
Coordinatore: prof. Luigi Stippelli
Referente: Clarissa Egle Mambrini
tel. 02 55181362 – 02 55181377
promozione@teatrocarcano.com
facebook: carcanoscuole

Materiale didattico – Comunicazioni agli insegnanti