Recite scolastiche | IL GATTO CON GLI STIVALI | febbraio 2019

Giovedì 14 febbraio 2019 ore 10.00 – Scuola dell’infanzia e primaria

Fantateatro

IL GATTO CON GLI STIVALI

Scritto e diretto da Sandra Bertuzzi
Con Simona Pulvirenti, Giacomo Cordini, Chiara Piazzi, Odoardo Maggioni, Marco Mandrioli
Scene Federico Zuntini
Costumi Atelier Fantateatro

 Durata: 60 minuti + 15 minuti di gioco a quiz (partecipazione facoltativa)

Tema: la valorizzazione delle proprie potenzialità

Il gatto con gli stivali è una fiaba popolare europea. La più antica attestazione scritta della storia risale a Giovanni Francesco Straparola, che la incluse nelle sue Piacevoli notti, pubblicate a partire dal 1550, con il titolo di Costantino Fortunato.

L’AUTORE
Giovanni Francesco Straparola (Caravaggio, 1480 – 1557 o più tardi) è stato uno scrittore italiano, romanziere e novelliere. Le origini etimologiche del suo nome sono incerte; probabilmente Straparola apparteneva alla famiglia Secchi, e fu così soprannominato per assonanza con il verbo straparlare. Non si hanno notizie rilevanti sulla sua vita, ad eccezione di un soggiorno a Venezia avvenuto fra il 1530 e il 1540.
Nel 1508 pubblicava un Canzoniere d’ispirazione petrarchesca; si trattava di una raccolta di poesie d’amore (sonetti, strambotti, epistole e capitoli) dal titolo Opera nova de Zoan Francesco Straparola. Nel 1550 pubblicò a Venezia la raccolta di favole ed enigmi Le piacevoli notti. Il successo incontrato lo spinse a preparare in fretta un secondo volume, che vide la luce nel 1553.
L’opera comprende 75 novelle e fiabe, accompagnate da 75 enigmi; le novelle sono raccordate da una cornice narrativa di ispirazione boccaccesca. Tra le fiabe s’incontra la prima versione scritta de Il gatto con gli stivali, con il titolo di Costantino Fortunato. A narrare le novelle, per tredici notti consecutive, sono tredici donne, che fanno parte di una brigata riunitasi a Murano nel 1536, nel palazzo del vescovo di Lodi, Ottaviano Maria Sforza, per festeggiare il carnevale veneziano. La novità della raccolta di Straparola è da individuare nella presenza della componente fiabesca e nell’ampio uso di una materia popolare, il folklore, compreso l’elemento dialettale.

TRAMA DELLO SPETTACOLO
Un ricco e vecchio mugnaio in punto di morte chiama a sé i suoi tre figli: al figlio maggiore lascia in eredità il suo mulino, al secondogenito viene lasciato il mulo e una casa di campagna mentre al figlio minore viene lasciato il gatto che amava tanto. Il ragazzo è triste e deluso: cosa se ne fa di un gatto?
Sconsolato, si siede su una roccia a pensare il da farsi, quando il gatto gli dice di non preoccuparsi: insieme faranno fortuna.
Così, il felino si mette all’opera e prende un sacco dove mette della crusca e del cruschello, poi lo lascia vicino ad un fiume: due conigli notano la crusca e entrano nel sacco per mangiarla. Immediatamente il gatto chiude il sacco di scatto. Il giovane si chiede cosa deve farci un gatto con due conigli. Presi due stivali, il gatto si reca al palazzo del re e gli offre in dono i due conigli, portatigli da un certo marchese di Carabas.
Il gatto porta poi al re della cacciagione fresca, sempre da parte del marchese di Carabàs, e quindi, sotto minaccia, convince dei contadini a dire che le terre che stanno coltivando sono del marchese. E così fanno quando il re decide di fare una passeggiata per il suo regno. Al sentire ancora il nome del marchese di Carabàs, al re viene la curiosità di sapere chi sia questo misterioso e generoso marchese di cui non si è mai sentito parlare, e decide di invitarlo al castello.
Il gatto dice al ragazzo di buttarsi in acqua e di dire di essere stato aggredito e derubato dei suoi abiti. Il piano funziona e il giovane viene invitato al castello, dove conosce la principessa che s’innamora quasi subito di lui.

Il re però gli dice che tra qualche giorno andrà a pranzo nel suo castello. Il giovane deglutisce: e adesso? Ci pensa il gatto che, passeggiando, un giorno vede un castello molto bello. Una delle guardie lo avvisa: il proprietario è una specie di orco mago che uccide chiunque osi sfidarlo. Il gatto si presenta al suo cospetto e gli chiede se è veramente potente come dice di essere, visto che quasi nessuno gli crede.
Per tutta risposta, l’orco si trasforma prima in un feroce leone che terrorizza il gatto, poi torna umano. Il gatto si finge sorpreso e gli chiede, scetticamente, se può trasformarsi in qualcosa di più piccolo: l’orco subito si trasforma in un topolino… per essere così mangiato tranquillamente dal gatto!
Così, il giovane diviene il nuovo padrone del castello: il re capisce che il marchese esiste davvero e gli chiede se vuole sposare sua figlia. Il giovane accetta di buon grado e diventa così principe.
E il gatto dagli stivali diventa un nobile cacciatore, che cacciava i topi solo per divertimento.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…
– I gatti da secoli popolano il mondo della letteratura, come protagonisti di racconti, romanzi e poesie o come amici e compagni di artisti, scrittori e poeti.
– Lo scrittore russo Anton Cechov scrisse il racconto La gatta di Colette, dove narra la storia di una gatta che conquista il cuore del suo padrone dopo che la moglie, gelosa, cerca di sopprimerla.
– Baudelaire scrisse sul gatto versi dai quali traspaiono evidenti analogie tra la gatta e la donna, lo stesso fece Maupassant trattando il gatto come essere voluttuoso.
– Shakespeare menziona i gatti con simpatia nell’opera Enrico V.
– Tra i moltissimi scrittori illustri che dedicarono pagine d’amore al loro gatto, vanno ricordati Alexandre Dumas figlio, che a Montecristo possedeva addirittura un piccolo zoo, e Victor Hugo, il cui gatto di nome Canonico dormiva su una cuccia più simile a un trono che a una poltrona.
– Edgar Allan Poe scrisse il celebre racconto di terrore Il Gatto Murato.
– Tra i poeti italiani amici dei gatti vanno ricordati il poeta Giovanni Pascoli (un suo sonetto è intitolato La gatta), Collodi, Umberto Saba, Elsa Morante.

CURIOSITÁ
Il 17 febbraio 1990 viene istituita la Giornata Mondiale del Gatto.

PROPOSTA DI VISIONE
Il gatto con gli stivali è un film d’animazione giapponese prodotto nel 1969 dalla Toei Animation con le animazioni del celebre Hayao Miyazaki.

PROPOSTA DI ATTIVITÁ
Il protagonista dello spettacolo è un simpatico gatto: costruiamo insieme un dolcissimo gattino fermaporta in stoffa!
MATERIALE
– 1 foglio di carta
– pennarelli
– stoffa colorata
– pennarelli per stoffa
– cotone idrofilo
– chicchi di riso
– ago e filo
COME REALIZZARLO
Disegnate un gatto su un foglio e ritagliatene poi la sagoma su due pezzi di stoffa colorata, uno per la parte anteriore e uno per quella posteriore. Una volta ottenuto il corpo, dovete pensare alla parte davanti, con gli occhi, la bocca e i baffi, disegnandoli con dei pennarelli per stoffa.
Terminata questa operazione, appoggiate la prima sagoma sulla seconda e cucitele insieme, lasciando libero cm 1,5 circa, che vi servirà per rivoltare il gatto e imbottirlo con del cotone mescolato con del riso. Infine chiudete e rifinite il gatto.

Il gatto con gli stivali | Fantateatro | Teatro Carcano

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Promozione Scuole e Gruppi
Coordinatore: prof. Luigi Stippelli
Referente: Clarissa Egle Mambrini
tel. 02 55181362 – 02 55181377
promozione@teatrocarcano.com
facebook: carcanoscuole

Materiale didattico – Comunicazioni agli insegnanti