Recite scolastiche | IL DISSOLUTO PUNITO OSSIA IL DON GIOVANNI | maggio 2019

Giovedì 2 maggio 2019 ore 10.00 (prova generale) – Scuole medie inferiori e superiori

Orchestra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano

IL DISSOLUTO PUNITO OSSIA IL DON GIOVANNI

Libretto Lorenzo Da Ponte  | Musica Wolfgang Amadeus Mozart
Coproduzione Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano | Accademia di Belle Arti di Brera

L’azione muove dall’uccisione, per mano di Don Giovanni, del Commendatore, padre della nobile Donna Anna, accorso in difesa della figlia che Don Giovanni stesso ha tentato di sedurre mascherandosi da Don Ottavio, suo legittimo fidanzato. Lungo il primo atto, l’inguaribile libertino cerca di sedurre anche la contadina Zerlina nel giorno delle nozze, facendosi beffe del futuro marito Masetto, mentre Don Ottavio con Donna Anna, a cui si unisce Donna Elvira, già sedotta e abbandonata da Don Giovanni, continuano a dargli la caccia per vendicare la morte del Commendatore. Anche nel secondo atto Don Giovanni miete vittime: prescelta la cameriera di Donna Elvira per conquistare la quale Don Giovanni scambia i propri abiti con quelli di Leporello, suo servitore. È così che Leporello viene accerchiato da Masetto, Zerlina, Donna Anna e Don Ottavio: vedendolo vestito da Don Giovanni vorrebbero ucciderlo. A notte fonda, Don Giovanni si rifugia nel cimitero, dove ha luogo il suo primo confronto con la statua funebre del Commendatore, a cui Don Giovanni rivolge un invito. L’incontro tra i due nel palazzo di Don Giovanni gli sarà fatale: la gelida stretta di mano della statua del Commendatore trascinerà nell’abisso il protagonista dell’opera.

APPROFONDIMENTI
Sulla figura leggendaria di Don Giovanni hanno scritto moltissimi autori di diverse nazionalità, dando di questo personaggio enigmatico ciascuno una diversa interpretazione. Anche nel linguaggio comune Don Giovanni è l’immagine simbolica della naturale attrazione dell’uomo verso la donna e verso l’amore, verso i piaceri della vita. Ma il mito del Don Giovanni si è formato attraverso tre fondamentali versioni. La prima opera in cui la figura di Don Giovanni compare (1630) è quella originata dalla coscienza religiosa della Spagna del Seicento, quando Tirso de Molina nel suo Burlador de Sevilla y convidado de piedra ci dà una visione terrifica della fine di colui che ha peccato contro Dio e la religione. Svanito lo spirito religioso da cui era nata, la leggenda passa in Italia agli scenarî della Commedia dell’arte, diventando uno dei canovacci prediletti e, una volta giunto in Francia, questo Don Giovanni della Commedia dell’arte attrae l’attenzione di Molière. In questa seconda versione del mito siamo di fronte a un aristocratico, elegante uomo di mondo, scettico, cinico, gaudente. Ma è nell’opera che il motivo leggendario di Don Giovanni trova innumerevoli esempi: in opere comiche, operette popolari, balletti, pantomime che si susseguirono per tutto il Settecento, soprattutto in Italia e in Germania, per opera di musicisti oscuri, fino ad arrivare nelle mani di Da Ponte e Mozart (1787). Don Giovanni diventa qui un vero e proprio seduttore: un giovane cavaliere estremamente licenzioso, come è definito nell’indice, lanciato in continue avventure amorose e conquistatore, per il puro piacer di porle in lista, di donne d’ogni grado, d’ogni forma, d’ogni età. È soltanto nella scena finale che egli assume una statura “eroica”. Di fronte allo spettro del Commendatore, messaggero della giustizia che si presenta a lui con forza inappellabile, tenacemente rifiuta di pentirsi, rappresentando l’ostinazione di colui che non vuol piegarsi e cedere, per orgoglio e superbia. La durezza dello scontro è estrema, e Don Giovanni sprofonda, inghiottito dalle fiamme dell’inferno, con un Ah! che suona terribile e raccapricciante.

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Materiale didattico – Comunicazioni agli insegnanti