SCUOLE PRIMARIE E SCUOLE MEDIE INFERIORI
Consigliato dalla IV elementare alla III media

L’UNIVERSO È UN MATERASSO. E le stelle un lenzuolo | Scheda didattica

Lunedì 11 novembre 2019
ore 10:00

L’UNIVERSO È UN MATERASSO
E le stelle un lenzuolo
di Francesco Niccolini

PREMIO EOLO 2018 PER IL MIGLIOR SPETTACOLO

diretto ed interpretato da Flavio Albanese

collaborazione artistica e luci Marinella Anaclerio
scena da un’idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto

assistente alla regia Vincenzo Lesci
foto e video DIANE Ilaria Scarpa Luca Telleschi

consulenza scientifica Marco Giliberti
consulenza musicale Roberto Salah-addin ReDavid

produzione Compagnia del Sole

Si ringraziano per la collaborazione ed il sostegno: Piccolo Teatro di Milano, Ammirato Culture House, Santarcangelo dei Teatri e Alcantara Teatro e Marta Marrone

Durata: 55 minuti + incontro con la compagnia dopo lo spettacolo

 Al termine della rappresentazione, insieme alla compagnia interverrà il Professor Marco Giliberti del Dipartimento di Fisica dell’Universitá degli Studi di Milano per dialogare con gli studenti.

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Promozione Scuole e Gruppi
Coordinatore: prof. Luigi Stippelli
Referente: Clarissa Egle Mambrini
tel. 02 55181362 – 02 55181377
promozione@teatrocarcano.com
facebook: carcanoscuole

Materiale didattico – Comunicazioni agli insegnanti

PROPOSTE DI RIFLESSIONE

Mito e scienza: letture complementari del grande libro dell’Universo

Il poeta Omero scrive nell’Iliade che «Oceano [è] l’origine degli dei… e l’origine di tutti». Veniva pensato come un gigantesco fiume che circondava tutta la Terra e che con la sua corrente, che scorreva impetuosa, dava vita al mare, alle sorgenti, ai fiumi e a tutte le cose, noi uomini compresi. Questo scorrere e creare potrebbe farci pensare ad alcuni aspetti del Tempo e, in effetti, molti strumenti antichi, per esempio le clessidre, si basavano proprio sullo scorrere di una sostanza, come la sabbia, per misurare il tempo. Ancora oggi l’idea del tempo è legata a quella dello scorrere, però usiamo orologi rotondi con le lancette che continuano a girare, segno forse, di un legame ancora profondo con l’idea di un tempo ciclico, che scorre sì, ma ritorna. Come le acque di Oceano che, secondo gli antichi, circondava la Terra e che, spesso, è raffigurato come un anziano con la barba lunga; così come Chronos, più propriamente dio del Tempo, inteso come misura del tempo che passa.

La scienza moderna ci parla della nascita del tempo insieme alla nascita dell’universo, quasi 14 miliardi di anni fa. E prima? Prima non c’era il prima, perché il tempo ancora non c’era. Beh, è evidente: prima di nascere, Chronos non era ancora nato…

È difficile capire queste cose perché scienza e mito, ciascuno a modo suo, ci parlano di cose lontane dalla nostra esperienza, cose cui non siamo abituati. Le cose che vediamo hanno una parte nascosta, sono come il ghiaccio di un iceberg, la maggior parte del quale è sotto il pelo dell’acqua. Come sarà fatta questa parte? Che forma avrà? Ci saranno degli abitanti al suo interno? In quali spazi abiteranno? Somigliano a queste le domande degli scienziati che cercano la parte nascosta delle cose. Così come è difficile andare sott’acqua nei mari freddi e tempestosi dei poli, è difficile scoprire ciò che non vediamo, nascosto sotto il velo formato dalla nostra esperienza quotidiana. Per farlo è necessaria una grande immaginazione, come nelle favole o nei miti. Il fisico – così si chiama lo scienziato che si occupa di queste cose – per immaginare la parte nascosta di ciò che vediamo gioca e fantastica con personaggi da lui inventati e racconta storie scritte in uno strano linguaggio pieno di simboli; poi va in laboratorio per tradurre quelle storie in esperimenti reali, per capire se le cose stanno come lui s’immagina.

Le storie scientifiche più belle si tramandano poi di generazione in generazione e formano la base della nostra cultura e della nostra visione del mondo, come il mito di Chronos e degli dei dell’antica Grecia o come le teorie della fisica – storie che “funzionano” sviluppate da grandi scienziati. Eccone alcune legate allo spettacolo.

Copernico ci ha raccontato che i pianeti ruotano intorno al Sole, mentre Galileo Galilei ha nientedimeno scoperto che c’è un libro grandissimo, pieno di storie già scritte sul mondo! Questo libro, che è sempre aperto davanti a noi, si chiama Universo; ma non si riesce a leggere se prima non s’impara la lingua nella quale è scritto: la lingua è la matematica e i suoi caratteri sono triangoli, cerchi e formule.

Isaac Newton ha imparato questa lingua e vi ha letto subito tantissime storie, come quella della forza di gravità che ci spiega perché la Luna gira intorno alla Terra e la Terra e i pianeti intorno al Sole, mentre noi neppure ci accorgiamo di muoverci. O come quella che parla di due tempi: uno è Chronos (che nella storia si chiama Tempo Assoluto), che per sua natura scorre uniformemente per tutti, indipendentemente da quello che succede, e l’altro è Durata, relativa e apparente, che è una misura di Chronos per mezzo del moto (ma che spesso viene addirittura scambiata per lui): così sono l’ora, il giorno, il mese e l’anno.

Albert Einstein, invece, in un’altra pagina del grande libro ha letto e ci ha raccontato una storia differente e cioè che non esiste un tempo che scorre uniformemente per tutti. In cima a una montagna il tempo scorre più velocemente che al mare. Quando ci muoviamo, scorre più lentamente di quando siamo fermi. E così, grazie a Einstein, oggi sappiamo che di tempo non ce n’è più uno soltanto, ma ce sono infiniti, uno per ciascuno di noi. Ognuno vive con il suo tempo proprio (si chiama così) la cui durata è misurata dal suo orologio. Chronos è suddiviso e, per questo, ha perso il suo potere, diventando, da dio universale che era, solamente un dio personale. Non più all’origine delle cose e di noi uomini; viene, al contrario, dato alla luce e tenuto in vita proprio dal nostro agire e interagire, come piccole formichine, qui sulla Terra.

PROPOSTE DI ATTIVITÀ

Gioco

Costruire dei pendoli con del filo da cucito e piccoli bulloni di metallo (in generale ognuno diverso dall’altro); con un metronomo l’insegnante fa ascoltare un certo ritmo; ciascuno degli studenti deve far oscillare il suo pendolo con un ritmo uguale a quello ascoltato. Solamente pochi studenti ci riusciranno (bisogna trovare la lunghezza giusta del pendolo), ma con questo gioco si pongono le basi per una attività sperimentale che rivelerà due proprietà fondamentali, scoperte da Galileo Galilei.

Attività sperimentale

1) Le piccole oscillazioni sono isocrone (cioè, fissata la lunghezza del filo, il tempo impiegato per una oscillazione completa rimane lo stesso anche se cambia l’ampiezza di oscillazione – a meno che le ampiezze non siano molto grandi). Per questo, prendere un pendolo, metterlo in moto a partire da una certa (piccola) ampiezza e misurare il tempo necessario perché faccia 10 oscillazioni complete. Ripetere l’esperimento aumentando di volta in volta l’ampiezza di oscillazione. Si vedrà che, se “l’angolo di partenza” non è troppo grande, i risultati saranno approssimativamente gli stessi.

2) Il periodo di un pendolo (il suo “ritmo”) dipende solamente dalla lunghezza del filo e non dalla massa appesa. Per questo, costruire un pendolo con filo e bullone, appenderlo, metterlo in moto e misurare il tempo necessario perché faccia 10 oscillazioni complete. Ripetere l’esperimento lasciando invariata la lunghezza del pendolo, ma inserendo nel filo 2, 3, 4 o più bulloni. Si vedrà che il tempo necessario per fare 10 oscillazioni rimane praticamente lo stesso.

Commento per l’insegnante: l’idea psicologica di tempo nasce nei bambini da quella di ritmo. Si è visto che i bambini percepiscono il ritmo, la velocità e la frequenza molto prima di incominciare ad adottare la nostra comune nozione di tempo. Ed è proprio attraverso il ritmo costante di un pendolo che nasce l’idea moderna di orologio.

PROPOSTE DI LETTURA

Sull’universo, la fisica e il tempo; su come l’uomo ha guardato il cielo nella storia, scritto con semplicità e poesia:

– M. Bersanelli, Il grande spettacolo del cielo, Sperling & Kupfer, 2016.

Divulgativo, a un livello un po’ più difficile, ma anche questo poetico:

– C. Rovelli, L’ordine del tempo, Adelphi, 2017.

Sui miti greci, per ragazzi:

– F. Bernardo, I miti greci. Gli dei e gli eroi della Grecia antica, De Agostini, 2017.

– J.-P. Vernant, L’universo, gli Dei, gli Uomini, Einaudi, 2014.

Articoli e recensioni

Videointervista di Emilia Costantini a Liliana Cavani per il sito del Corriere della Sera.

Angelo Pizzuto per Sipario.it

Monia Manzo per Close up.

Sergio Palumbo per CulturaSpettacolo.it

Enrico Fiore per Controscena

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