Lettera al pubblico del Teatro Carcano

Cari amici del Teatro Carcano,

Domenica scorsa avrebbe dovuto finire la nostra sesta stagione, con “Mistero buffo” raccontato da Ugo Dighero; il 9 giugno avremmo dovuto presentare la prossima stagione 2020-2021. 

Niente di tutto questo è accaduto e accadrà, come ben sapete, per le note vicende epidemiche. Ma soprattutto non sappiamo quando e come il nostro lavoro e il nostro periodico ritrovarci potrà tornare alla sua tranquilla normalità.

Dietro le quinte non siamo fermi, nessuno di noi: il teatro italiano lavora ogni giorno per costruire scenari possibili, ogni giorno si discutono normative, si fanno incontri, ma il quadro è e rimane per ora quello delineato dal Comitato tecnico- scientifico:

“Negli eventi organizzati in luoghi chiusi, ferme restando le misure sopra raccomandate ed in relazione alla garanzia delle misure di distanziamento richieste e dei sistemi di aerazione disponibili, il numero massimo di persone non deve superare il numero di 200.

In particolare, gli spettatori dovranno mantenere la distanza tra di loro di almeno un metro ed indossare la mascherina di comunità, oltre ad evitare di accedere in presenza di sintomi respiratori e/o temperatura corporea > 37,5 C; lo stesso criterio dovrà essere applicato agli artisti, alle maestranze e a ogni altro tipo di lavoratore presente nel luogo in cui lo spettacolo si tiene.”

Duecento persone, comprese le maestranze, gli attori, le cassiere, il direttore di sala e le maschere non permettono di aprire un teatro da mille posti; le mascherine imposte anche agli attori rendono inutile ogni tentativo di fare spettacolo dal vivo. Non contestiamo le regole, che sono evidentemente necessarie,  ma prendiamo atto che per ora la nostra comunità non si può riunire, che possiamo comunicare soltanto con i mezzi che la tecnologia per fortuna ci offre, che i tempi saranno più lunghi del previsto e che da qui ai primi mesi dell’autunno dobbiamo pensare a come mantenere un minimo di rapporto. 

Tra poco comunque arriverà l’estate, che tradizionalmente per noi è un momento di pausa, di manutenzione e di riflessione: adoperiamola tutti per prepararci alla stagione che verrà, ma soprattutto per imparare a convivere con questa emergenza che si trasforma in normalità.

Un saluto affettuoso a tutti voi

Fioravante Cozzaglio, direttore artistico del Teatro Carcano
14 maggio 2020

Fioravante Cozzaglio

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