SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMO CICLO SCUOLE PRIMARIE

IL LIBRO DELLA GIUNGLA | 17 gennaio 2020 | Scheda didattica

Venerdì 17 gennaio 2020 ore 10.00

Fantateatro

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

adattamento e regia Sandra Bertuzzi

scene Federico Zuntini – costumi Atelier Fantateatro

CON PERCUSSIONI DAL VIVO 

Durata: 50 minuti + 15 minuti di gioco a quiz (partecipazione facoltativa)
Tema: l’accettazione, la tolleranza e la crescita

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Promozione Scuole e Gruppi
Coordinatore: prof. Luigi Stippelli
Referente: Clarissa Egle Mambrini
tel. 02 55181362 – 02 55181377
promozione@teatrocarcano.com
facebook: carcanoscuole

IL SEGUENTE APPROFONDIMENTO DIDATTICO È A CURA DI SANDRA BERTUZZI, PEDAGOGISTA, DIRETTRICE ARTISTICA E REGISTA DI FANTATEATRO.

Il libro della giungla è una raccolta di storie dello scrittore inglese Rudyard Kipling, edita nel 1894. La maggior parte dei personaggi sono animali come la tigre Shere Khan e l’orso Baloo, anche se il personaggio principale è il ragazzo o “cucciolo d’uomo” Mowgli, che viene allevato nella giungla dai lupi.

L’AUTORE

Joseph Rudyard Kipling nasce a Bombay, India, il 30 dicembre 1865, da genitori inglesi. All’età di sei anni, insieme alla sorella Trix, Rudyard viene inviato a Southsea, in Inghilterra, presso una famiglia di parenti, gli Holloway, per studiare in una scuola di rigida tradizione puritana, affinché gli venga impartita una corretta educazione inglese. Questo tragico primo capitolo della sua vita vede la fine nel marzo del 1877 con il ritorno della madre, chiamata per assistere il ragazzo in precario stato di salute.

Nel 1878 Rudyard Kipling entra nello United Service College di Westward Ho (Devonshire), frequentato dai figli dei militari e funzionari in servizio. In quell’ambiente vive la durezza dell’educazione ottocentesca inglese, non priva di punizioni corporali inferte ai giovani allievi dagli stessi insegnanti o dagli studenti più anziani.

Nel 1882 Kipling torna in India, dove inizia il suo apprendistato nella Civil and Military Gazzette, quotidiano inglese di Lahore. Qui pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata Departmental Ditties and Other Verses (1886). Nel 1887 diviene viceredattore del The Pioneer, il più importante quotidiano dell’India, di Allahabad, sede del giornale e città dove si trasferisce. La sua carriera di scrittore inizia con la pubblicazione della prima raccolta di racconti dal titolo Racconti semplici dalle colline (1888), a cui fanno seguito altri volumi di racconti.

Nel 1889 Kipling decide di tornare in Europa: passa per il Giappone, s’imbarca per gli Stati Uniti, approda a San Francisco, poi da New York raggiunge Londra dove, per la fama che lo aveva preceduto, l’accoglienza è calorosissima. Per gravi problemi di salute e per un accumulo di eccessiva stanchezza, decide di sospendere la sua attività di scrittore a tempo indeterminato. Per recuperare una condizione psico-fisica migliore i medici consigliano a Kipling di intraprendere un viaggio per mare, suggerimento che egli accoglie con entusiasmo. Inizia così un viaggio lungo sei mesi che tocca l’America, l’Africa, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Torna a Londra nel gennaio 1892 e sposa Caroline Starr Balestrier, di origine americana. Poco dopo pubblica il volume Le ballate di caserma. Questa raccolta di testi poetici aggiunge al suo nome e alla fama di narratore quella di poeta. La popolarità di Kipling diviene enorme: sarà uno degli autori più pagati della sua epoca, letto come nessun altro, ascoltato e venerato come un oracolo.

Nello stesso anno Rudyard Kipling si trasferisce negli Stati Uniti, nel Vermont, dove vivrà per quattro anni. I successivi sono anni di intensa produzione letteraria in cui vengono pubblicati: Illusioni (1893), Il libro della giungla (1894), il secondo libro della giungla (1895) e la raccolta di poesie I sette mari (1896). Nel 1894, in suo onore, due città del Michigan vengono battezzate “Kipling” e “Rudyard”.

Nel 1897 torna in Inghilterra e con tutta la famiglia si stabilisce a Rottingdean, vicino a Brighton, e pubblica Capitani coraggiosi (1897).

Nel 1900, allo scoppio della guerra anglo-boera, Kipling parte per il Sudafrica come corrispondente di guerra: le esperienze vissute in questo periodo forniscono l’ispirazione per il romanzo Kim (1901), da molti considerato il suo capolavoro. A guerra finita e fino al 1908 vivrà in Sudafrica, dove agli impegni giornalistici affiancherà un’instancabile attività letteraria. Nel 1907 gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura. Kipling torna a vivere in Inghilterra, ma lo scoppio della Prima guerra mondiale lo fa tornare a svolgere l’incarico di corrispondente di guerra, prima sul fronte occidentale, poi su quello italiano.

Rudyard Kipling muore improvvisamente il giorno 18 gennaio 1936 a Londra. L’autobiografia Something of myself, for my friends known and unknown verrà pubblicata postuma l’anno seguente.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE

I racconti del Libro della giungla che narrano le avventure di Mowgli sono utilizzati come ambientazione dai lupetti, la fascia d’età più giovane del movimento scout. Quest’uso venne approvato da Rudyard Kipling dopo una richiesta diretta da parte di Robert Baden-Powell, il fondatore dello scoutismo. Attraverso i vari personaggi della storia vengono incarnati qualità o difetti soggettivi. Questo particolare metodo viene definito la “morale per tipi”. Per esempio Tabaqui rappresenta il disordine, la trasandatezza e la viltà, Baloo rappresenta la saggezza e la spiritualità individuale, Bagheera rappresenta l’agilità e la forza fisica, Shere Khan la prepotenza, Kaa la bontà d’animo e la cortesia. I pregi dei personaggi positivi sono inoltre riassunti in alcune frasi chiamate “parole maestre”, tratte anch’esse dal Libro della giungla ed insegnate ai lupetti. Queste frasi sono:

Akela: «Buona caccia a tutti coloro che rispettano la legge della giungla».

Baloo: «La giungla è grande, il cucciolo è piccolo: che faccia silenzio e mediti».

Bagheera: «Zampe che non fanno rumore, occhi che vedono nell’oscurità, orecchie che odono il vento nelle tane e zanne taglienti per cacciare».

Kaa: «Un cuore leale e una lingua cortese ti porteranno lontano nella giungla».

Chil: «Siamo dello stesso sangue, fratellino, tu ed io».

Fratel Bigio: «La mia tana è la tua tana, la mia traccia è la tua traccia, la mia preda è la tua preda, se avrai fame, fratellino».

Raksha: «La forza del lupo è nel branco, la forza del branco è nel lupo».

Hathi: «La legge della giungla è vecchia e vera come il cielo e chi la rispetta vivrà lieto e prospero».

CURIOSITÀ

Kipling visse in India da bambino e la maggior parte delle storie sono evidentemente collocate lì, anche se non è del tutto chiaro dove. La Kipling Society nota che “Seonee” (Seoni, nello stato indiano centrale del Madhya Pradesh) è menzionata più volte e che le “tane fredde” devono essere nelle colline di Chittorgarh. Seoni ha un clima tropicale, con una stagione secca e piovosa. Questo è più secco di un clima monsonico e non supporta la foresta pluviale tropicale. I parchi forestali e le riserve che si dichiarano associati alle storie includono la riserva delle tigri di Kanha, il Madhya Pradesh, e il parco nazionale di Pench, vicino a Seoni. Tuttavia, Kipling non ha mai visitato l’area.

FANTATEATRO CONSIGLIA

Il libro della giungla è un film statunitense del 2016 co-prodotto e diretto da Jon Favreau, scritto da Justin Marks e prodotto dalla Walt Disney Pictures. Il film è un remake in live action dell’omonima pellicola d’animazione del 1967, che a sua volta si ispira all’omonimo romanzo di Rudyard Kipling, pur discostandosene molto nella trama.

PROPOSTE DI ATTIVITÀ

1.Questo spettacolo ci insegna ad apprezzare le percussioni: costruiamo con i bambini un tamburo!

MATERIALI

– una base per il tamburo. Potete usare una vecchia pentola, una scodella, un vaso o un secchio. Scegliete un contenitore profondo e solido come base. Evitate contenitori di vetro o di altri materiali fragili.

– una confezione di palloncini di grandi dimensioni e robusti

– nastro adesivo grande da imballaggio

COME REALIZZARLO

Prendete un paio di forbici e tagliate l’estremità del palloncino proprio nel punto in cui diventa stretto. Stendete il palloncino attorno alla base del vostro tamburo. Usate una mano per tenere fermo il palloncino lungo un bordo della base e l’altra per stenderlo sull’altra parte. Il palloncino deve superare l’apertura della pentola, del vaso o del secchio che state usando come base. Chiedete l’aiuto di un amico per tenere fermo il palloncino in modo che non rimbalzi indietro (se il palloncino che state usando sembra troppo grande o troppo piccolo, provatene uno di dimensioni diverse). Fissate il palloncino tagliato al suo posto usando dello scotch da imballaggio o del nastro adesivo per fissare il palloncino su tutto il contorno della base del tamburo. Usate delle bacchette, delle matite, o qualunque altro oggetto lungo e sottile per suonare il vostro tamburo!

2.Vivere nella giungla può essere divertente, ma occorre avere un riparo: costruiamo allora una capanna di cartone!

MATERIALI

– 2 scatole di cartone identiche (si possono anche recuperare al supermercato)

– nastro adesivo

– forbici / cutter

– pennarelli o tempere

COME REALIZZARLO

Prendete il cartone e apritelo per bene appoggiandolo a terra in orizzontale lungo una delle sue pareti laterali lunghe. A questo punto tagliate completamente il lato lungo superiore (opposto a quello di appoggio) con la sua ala relativa. Procedete così per entrambe le scatole. Dopo aver tagliato da entrambe le scatole le parti indicate, saldate ogni apertura con il nastro adesivo e rinforzate i bordi. Potete anche usare dello scotch colorato che vi servirà per iniziare a decorare la vostra capanna. In alternativa, potete rivestire il cartone con della stoffa o della carta da parati o anche colorarla completamente con pennarelli o colori a tempera. Rinforzate anche gli angoli della scatola in modo da avere giunture ben salde. Ora potete procedere ai tagli. Il primo è sulla parete lunga, a metà, verticalmente a partire da quello che sarà il “tetto”. Il secondo è orizzontale lungo lo spigolo inferiore. Infine, il terzo è perpendicolare al precedente. Questi tagli permettono di avere più spazio ma anche di richiudere la scatola e riporla una volta finito il gioco. Adesso assemblate le parti applicando il nastro adesivo lungo il taglio precedente in modo da riunire la scatola (attaccate anche l’ultima apertura così da avere un blocco unico). Fatto ciò, recuperate le porzioni di cartone tagliate per prime: saranno le falde del tetto. Unite i bordi lungo il lato più corto e avrete il tipico tetto a capanna. Applicate il tetto alla casa utilizzando del nastro adesivo in maniera salda.

Articoli e recensioni

Videointervista di Emilia Costantini a Liliana Cavani per il sito del Corriere della Sera.

Angelo Pizzuto per Sipario.it

Monia Manzo per Close up.

Sergio Palumbo per CulturaSpettacolo.it

Enrico Fiore per Controscena

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