SCUOLE MEDIE SUPERIORI

IL CICLOPE – Canto IX Un mito da Omero a Pirandello | Scheda didattica

Mercoledì 20 novembre 2019 ore 10.30

IL CICLOPE – Canto IX
Un mito da Omero a Pirandello

con Mario Incudine e Antonio Vasta
progetto e regia di Sergio Maifredi
musiche scritte ed eseguite da Antonio Vasta
produzione Teatro Pubblico Ligure

Durata: 75 minuti + incontro con la compagnia dopo lo spettacolo

LO SPETTACOLO SARÁ INTRODOTTO DA SERGIO MAIFREDI, AUTORE DEL PROGETTO E DIRETTORE ARTISTICO DI TEATRO PUBBLICO LIGURE.

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Promozione Scuole e Gruppi
Coordinatore: prof. Luigi Stippelli
Referente: Clarissa Egle Mambrini
tel. 02 55181362 – 02 55181377
promozione@teatrocarcano.com
facebook: carcanoscuole

Materiale didattico – Comunicazioni agli insegnanti

IL SEGUENTE APPROFONDIMENTO DIDATTICO È A CURA DEL PROFESSOR EMILIO BRAMBILLA, DOCENTE DI LINGUA E LETTERATURA ITALIANA E DI LINGUA E CULTURA LATINA E GRECA PRESSO L’ISTITUTO PARITARIO G. B. MONTINI, LICEO CLASSICO E LINGUISTICO DI MILANO.

PROPOSTA DI RIFLESSIONE

Polifemo, il gigantesco ciclope figlio di Poseidone, dotato di un solo occhio, sembra un essere spropositato nelle dimensioni e nella crudeltà rispetto ad Odisseo e ai suoi compagni. È il mostro di fronte al quale l’uomo sembra impotente; è il terrore che si incontra dentro la normalità, come è quella di un’isola con le sue coste su cui approdare e delle greggi da portare al pascolo di giorno e ricoverare la sera. Però è anche la proiezione delle paure che ogni uomo sperimenta dentro di sé, talvolta reali talvolta meno, che si ingigantiscono nella coscienza e assumono connotati concreti, schiacciando le speranze di salvezza. Ma Odisseo riesce a sconfiggere Polifemo: la sua accortezza, la sua logica pratica, la sua ragione che sa dominare l’istinto ottengono la meglio sulla mostruosità. Si tratta di comprendere le fonti del timore e di esorcizzarle, trovandone gli elementi di debolezza per ricondurle a parametri gestibili dall’uomo.

PROPOSTE DI LETTURA

  1. Il personaggio di Polifemo diventa il protagonista dell’Idillio XI di Teocrito, poeta dell’età ellenistica (315-260 a.C. circa) e inventore della poesia bucolica. Il raffinato poeta siceliota esorcizza la bestialità del ciclope, trasformandolo in innamorato che canta il suo amore impossibile per la ninfa marina Galatea. Anche se il personaggio ricorre ad immagini un po’ rozze, è vero che l’amore e la poesia possono ingentilire il suo animo.
  2. Nel breve Racconto del lupo mannaro Tommaso Landolfi (1908-1979), uno dei più interessanti autori del realismo magico del Novecento italiano, trasforma l’orrore in grottesco: coloro che qui sperimentano il terrore sono i lupi mannari, di solito causa di paura per gli uomini nella tradizione horror, e colei che svolge il ruolo di “mostro” è la luna con il suo chiarore. Anche nel ribaltamento dei ruoli, rimane però sempre un’eco di incubo nell’esistenza.

PROPOSTA DI SCRITTURA

Sviluppa il seguente pensiero dello scrittore, giornalista e aforista inglese Gilbert Keit Chesterton (1874-1936): «Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini già sanno che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti».

PROPOSTA DI CONFRONTO

Ricerca l’acquaforte del pittore spagnolo Francisco Goya Il sonno della ragione genera mostri, realizzata nel 1797 e conservata a Madrid, presso la Biblioteca Nazionale di Spagna. Come vengono raffigurati i “mostri”? Di cosa possono essere simbolo?

Articoli e recensioni

Videointervista di Emilia Costantini a Liliana Cavani per il sito del Corriere della Sera.

Angelo Pizzuto per Sipario.it

Monia Manzo per Close up.

Sergio Palumbo per CulturaSpettacolo.it

Enrico Fiore per Controscena

PROGRAMMA PER LE SCUOLE

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