Quantità, qualità e verità

Comunicato ufficiale della direzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano
 
La settimana dal 25 novembre al 2 dicembre al Teatro Carcano è stata normale ed eccezionale nello stesso tempo: normale perchè rispecchia il nostro lavoro quotidiano, eccezionale per la varietà delle proposte e per la forza dei risultati numerici.
Riempire una sala come quella del Carcano, in una città così ricca di proposte come Milano, non è mai stata una sfida scontata. In questi giorni però ci abbiamo preso gusto.
“Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” di Serena Sinigaglia ha chiuso domenica 25 con 624 persone in sala, Fantateatro, Paolo Colombo, Alberto Angela e Ahmad Judeh hanno fatto ogni volta l’esaurito, “Freedom” ha raccolto in tre giorni 2193 persone, entusiaste come raramente capita di vedere.
Complessivamente in questi pochi giorni più di settemila persone hanno varcato la soglia del nostro teatro.
È quantità o qualità?
Questa domanda vorrei rivolgerla ai dirigenti del ministero da cui abbiamo avuto un taglio di 113.000 euro, ai componenti delle varie commissioni che ci giudicano, alle redazioni dei giornali che ci dicono (è successo veramente) che loro si occupano qui a Milano solo di tre teatri, agli intellettuali di destra e di sinistra che pensano che piccolo è artistico e grande è commerciale.
Noi, dal canto nostro, pensiamo che la varietà delle proposte non sia genericità, che mischiare i linguaggi aiuti la faticosa comprensione del mondo, che una sala teatrale serva innanzitutto a far incontrare la gente, che l’identità di un teatro non consista nella sua monotemacità, ma nella sua capacità di costruire un filo conduttore attraverso una realtà così controversa come quella in cui viviamo.
Il pubblico l’ha capito, gli osservatori istituzionali un po’ meno, dopo cinque stagioni sarebbe normale che qualcosa ci venisse riconosciuto, nei fatti e nelle parole.
Teatro Carcano

Ultime dal Carcano