Viva l’Italia!

interpreti principali:
Aldo Cazzullo
Produzione Teatro Stabile di Verona

Presentazione multimediale del libro di Aldo Cazzullo
Lettura e commento a cura dell’autore
Al pianoforte Sabrina Reale
Letture di Andrea De Manincor e Paolo Valerio
Immagini di repertorio e montaggio video a cura di Roberto Guglielmi

Cazzullo, 150 anni di un’Italia fuori dagli schemi

Cosa c’è di più esaltante che entrare nello scrigno dell’orgoglio francese, il Louvre, salire al piano nobile del museo più famoso del mondo, percorrere la Grande Galèrie e camminare per quasi un chilometro tra centinaia di dipinti di commovente bellezza, e pensare con non ce n’è uno solo che non sia stato dipinto da un italiano?

Facile, si dirà, cercare le ragioni di un possibile orgoglio nazionale nei tesori d’arte e di storia che tutto il mondo ci invidia. Facile farlo percorrendo con lo sguardo emozionato i lineamenti di un paesaggio di sconvolgente bellezza. Meno facile innestare questi motivi sulla rivisitazione, a viso aperto e senza la paura di turbare alcuna sensibilità, dei tre momenti più importanti e più dolorosi della storia italiana degli ultimi centocinquant’anni.

E’ ciò che coraggiosamente tenta Aldo Cazzullo in un libro, Viva l’Italia! (Mondadori, 2010), che anziché limitarsi prudentemente ai valori incontestabili e alle eccellenze universalmente riconosciute, mette il dito nelle piaghe del Risorgimento, della Grande Guerra e della Resistenza rintracciandovi, col soccorso di una penna di rara disinvoltura, i motivi per cui “dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione”. Non del nostro Paese, e nemmeno del Bel Paese fatto di pizza, spaghetti e mandolino, immagine degradante dell’italianità che sembra fatta apposta per scatenare i più aggressivi anticorpi a qualsiasi senso di identità nazionale.

No: proprio della Patria, della Nazione: di quell’ideale a tal punto serio da meritare letteralmente il sacrificio della vita. (…)

Perchè vederlo?

Perché è giusto parlare di Patria in un momento in cui molti vorrebbero l’Italia divisa o ridotta al Bel Paese. Perché l’Italia è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati di cui Aldo Cazzullo racconta la storia. Perché è uno spettacolo multimediale coraggioso e anti-retorico.