Sabrina Impacciatore   Valter Malosti

VENERE IN PELLICCIA

Da giovedì 25 gennaio
a domenica 4 febbraio
2018

VENERE IN PELLICCIA
di David Ives
Traduzione Masolino D’Amico

Con Sabrina Impacciatore e Valter Malosti

Regia Valter Malosti

Scene e disegno luci Nicolas Bovey
Progetto sonoro G.U.P. Alcaro
Costumi Massimo Cantini Parrini
Musiche di e trasformazioni da Richard Wagner

Produzione:
Pierfrancesco Pisani – Parmaconcerti -Teatro di Dioniso
Infinito srl – Fondazione Teatro della Fortuna Fano/AMAT

VENERE IN PELLICCIA - Teatro Carcano

David Ives, americano, classe 1950, è un commediografo molto rappresentato e famoso anche per le riscritture di autori come Spinoza, Molière, Feydeau, Twain. Leggendo Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch (1870), Ives viene colpito dalla relazione incandescente e in continuo mutamento tra i due protagonisti. Un primo adattamento del romanzo ha esito negativo, ma lo strascico emotivo del lungo lavoro compiuto è troppo forte per abbandonare l’impresa.

Nasce un nuovo adattamento, arricchito di una seconda coppia di personaggi – un’attrice in cerca di lavoro e un regista in cerca di un’attrice – in collisione con gli omologhi letterari ottocenteschi. Il testo, prosciugato alla sua essenza, intercala i frammenti superstiti del romanzo con lo svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere e il processo di fare teatro vengono mostrati impudicamente al pubblico. Dalla commedia, premiata con svariati Tony Awards a Broadway, è stato tratto un film diretto da Roman Polanski, alla cui sceneggiatura ha collaborato lo stesso autore.

Questa Venere in pelliccia diretta da Valter Malosti è la prima messinscena in assoluto in Italia.

Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher-Masoch di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev.

Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso, sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.

Ma chi è Vanda Jordan? Un’attrice? Una misteriosa vendicatrice? O un’incarnazione dell’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?

Questo testo è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo. Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.