Spellbound Contemporary Ballet

ROSSINI OUVERTURES

Venerdì 18 e sabato 19 maggio 2018
ore 20,30
Domenica 20 maggio 2018
ore 18

ROSSINI OUVERTURES

Coreografia e regia Mauro Astolfi
Musiche Gioachino Rossini

Interpreti Alice Colombo, Caterina Politi, Lorenzo Capozzi, Giacomo Todeschi, Giovanni la Rocca, Giuliana Mele, Maria Cossu, Mario Laterza, Serena Zaccagnini

Disegno luci Marco Policastro – Set concept Mauro Astolfi, Marco Policastro
Realizzazione scene Filippo Mancini /CHIEDISCENA Scenografia
Disegno costumi Verdiana Angelucci  – Assistente coreografa Alessandra Chirulli

Una produzione Spellbound Contemporary Ballet realizzata con il contributo del MiBACT – Ministero per i Beni e le Attivitaج Culturali e del Turismo e della Regione Lazio in collaborazione con il Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane, il Comune di Pesaro e AMAT.

ROSSINI OUVERTURES | Spellbound Contemporary Ballet | Teatro Carcano | Progetto grafico Flaminio Cozzaglio

Rossini Ouvertures celebra la figura artistica ed umana di Gioachino Rossini, di cui nel 2018 ricorreranno i 150 anni dalla morte. Nel ricco programma delle celebrazioni che copre il quadriennio 2016-2019 si inserisce lo spettacolo di Spellbound Contemporary Ballet, a cui la città di Pesaro, insieme al Teatro Rossini, partecipa come coproduttore.

“La lettura dello scritto di Augusto Benemeglio sulla vita di Rossini, su quella “follia organizzata”, è stata per me profondamente e assolutamente illuminante. Sono sinceramente stato sedotto in ventiquattro ore di ascolto continuo e ripetuto dal mondo rossiniano, da questa genialità così prorompente e inebriante, ma che al tempo stesso viveva camminando a braccetto con tante macchie nere, dilaniato da un profondo mal di vivere che, attraverso una fortissima ed energetica personalità, al limite del bipolarismo, ha creato opere musicali di una grazia assoluta ed eterna.

In questo spazio si aggirava un inquilino, una figura antropomorfa, nera, una macchia che aveva assunto sembianze umane, che ormai comunicava con lui, che si insinuava nei suoi sogni … Questa figura nera era la paura della morte, la sua malattia, ma forse anche il suo consigliere … Nelle sue lunghissime notti, sempre più insonni, Rossini viveva ormai in due mondi, che a momenti si avvicinavano, quasi si toccavano, e solo la sua infinita capacità di creare, la sua passione per il godimento fisico, sensoriale, per la cucina, per il sesso, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente.

La sua era musica estrema. Il segno di una forza e di una energia superiore, ed ho volutamente cercato di creare una danza estrema, carica di energia, di vitalità, di incontri, di seduzioni, di suggestioni … Ho passato molto tempo pensando come si sarebbe potuto tradurre in movimento la sua genialità compositiva. Non ho sentito di lavorare su un’astrazione, ho cercato e ho “sentito” come raccontare la vibrazione della sua musica: mi sono letteralmente lasciato trasportare, ed è stata un’esperienza unica.”

Dalle note di regia di Mauro Astolfi