Jurij Ferrini
Matteo Alì  Rebecca Rossetti

MISURA PER MISURA

Da mercoledì 26 aprile
a domenica 7 maggio
2017

MISURA PER MISURA
di William Shakespeare

Jurij Ferrini
Matteo Alì, Rebecca Rossetti

con Michele Schiano di Cola, Angelo Tronca

Regia Jurij Ferrini

Produzione Compagnia Jurij Ferrini – Progetto U.R.T

In occasione dei quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, Jurij Ferrini e la sua Compagnia affrontano Misura per misura. Scritta nel 1603, è una commedia nera, una sorta di poetico ed affascinante “thriller ante-litteram”, misterioso, cinico, amaro.

Il Duca di Vienna si allontana dal potere in cerca di una verità che gli permetta di comprendere l’origine del peccato nella natura umana; si traveste da frate e sotto falso nome si nasconde nei bassifondi, lasciando al suo vicario, il severo Angelo, il compito di ripulire la città dalla corruzione e dal vizio. Egli esegue: il giovane Claudio, colpevole d’aver messo incinta la sua futura sposa prima del matrimonio, viene condannato a morte per fornicazione. La sorella di Claudio, Isabella, una novizia che sta per prendere i voti, si reca da Angelo per implorare la grazia. Nel frattempo il più saggio e maturo giudice Escalo si trova alle prese con il popolo dei bassifondi, con tutta quella straordinaria umanità che vive alla giornata, nel degrado, si nutre dei più meschini sotterfugi e si arricchisce sfruttando tutto ciò che è proibito; essa costituisce il livello grottesco e comico nel quale “giustizia non sarà mai fatta”.

Giustizia e Misericordia sono gli argini di questa storia così umana e di rara bellezza, di fascino oscuro, in pieno equilibrio fra dramma e commedia … entrambe espressioni fra le più alte della natura umana, concetti spesso antitetici che – con rigore cartesiano – potremmo inserire lungo i famosi assi del celebre filosofo e matematico francese… potremmo sostenere che quanto più alto è il bisogno di Giustizia tanto più alto deve essere il bisogno di Misericordia, di Pìetas, ossia di amore, compassione, comprensione e rispetto della vita altrui; eppure a questa geometria (giocando anche un po’ sul titolo), sfuggirebbe costantemente tutto ciò che è irrazionalità, pulsione, passione, debolezza, carne ed istinto … Occorre – certo – regolare la convivenza sociale tra gli individui e le loro più basse pulsioni. Ma si interviene più facilmente accodandosi come moralizzatori nel proibire con apposite norme gli istinti, anziché comprendere la complessità della vita umana. La via della Pìetas è molto più impervia … Essere moralizzatori e proibire è la via facile che gli uomini hanno inventato. E più si proibisce più cresce il bisogno di potere. In un autentico circolo vizioso, che ormai è arrivato ad essere emblema stesso della peggiore forma di arroganza del mondo contemporaneo; arroganza che sta minando le fondamenta di una pacifica convivenza fra gli esseri umani. E parlo di noi. Oggi… Ecco allora che ampliando di poco lo sguardo sul “peccato della carne” – su cui si impernia la vicenda narrata da Shakespeare – e rileggendo questa storia in chiave appena allegorica, possiamo intendere molto bene noi “moderni” che la ben più grave corruzione che ci affligge oggi, non è materia che si regolerà mai con nuove e più severe norme. Non con altro proibizionismo. Non di certo continuando a mantenere in piedi uno Stato che si fondi sul Potere e non sull’Autorità. Solo una responsabilità condivisa, una visione allargata, lucida, pacata e fortemente ispirata, ci permetterà di uscire dal mare di cinismo nel quale stiamo affogando … Consiglio al pubblico di non leggere (o ri-leggere) il testo prima di venire a teatro; ma, al contrario, di lasciarsi incantare dalla storia agita sul palco da noi attori.

Dalle note di regia di J. Ferrini

Foto di Bepi Caroli.

STAGIONE 2016 – 2017