Compagnia Corrado Abbati

LA VEDOVA ALLEGRA

Giovedì 7 dicembre ore 20,30
Venerdì 8 dicembre ore 16,00
2017

LA VEDOVA ALLEGRA
di Victor Léon e Leo Stein

Musiche Franz Lehár
Adattamento e regia
Corrado Abbati
Edizioni per l’Italia: Suvini-Zerboni, Milano

Produzione: InScena

Giovedì 7 dicembre ore 20,30 Venerdì 8 dicembre ore 16,00 2017 LA VEDOVA ALLEGRA di Victor Léon e Leo Stein Musiche Franz Lehár Adattamento e regia Corrado Abbati al Teatro Carcano

Nel 1861 il commediografo e librettista francese Henri Meilhac (lo stesso della Carmen di Bizet) scrisse un piacevole vaudeville, che divenne però famosissimo solo molti anni dopo, nel 1905, grazie alla musica di Franz Lehár: era nata La Vedova allegra.

“Non si offenda , ma questa non è musica”. Questa frase, dettata dallo stesso Lehár, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica de La Vedova Allegra: una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ma forse avevano ragione. La Vedova Allegra non è musica, è molto di più: è un’emozione, un’esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta.

La Vedova allegra, la regina delle operette, è un capolavoro di genuina ispirazione i cui protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, promesse, sospetti e rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale in un’operetta, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo.

Nel finale, tutti intonano la celeberrima marcetta “È scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione dello spettacolo, dove si va da “Maxim” (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino), si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in un’atmosfera leggera e contagiosa che coinvolge attori e pubblico.

Ed è in questa sinergia che l’operetta vola sulle ali del canto, della danza, della prosa, della maschera, del gesto, facendosi teatro perfetto o, in modo meno presuntuoso, perfettamente teatrale. E  dopo più di cento anni la storia della Vedova Allegra è ancora qui fra di noi facendone ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo.

Corrado Abbati