Jurij Ferrini

MANDRAGOLA

Da mercoledì 30 marzo
a domenica 10 aprile
2016
(recite scolastiche martedì 5, mercoledì 6 e venerdì 8 aprile, ore 10,30)

di Niccolò Machiavelli

con Gianluca Guastella, Jurij Ferrini, Matteo Alì, Michele Schiano Di Cola, Alessandra Frabetti, Angelo Maria Tronca, Rebecca Rossetti

Luci Lamberto Pirrone
Costumi Nuvia Valestri
Pittura scenica Cris Spadavecchia

Regia e scenografia Jurij Ferrini

Produzione Progetto U.R.T.

"Mandragola" al Carcano

Ispirata da un motivo erotico-cortese, Mandragola non è solo una perfetta macchina comica ma anche una meravigliosa allegoria sulla “corruzione della logica politica”, che scambia i vizi della vita pubblica con quelli della vita privata, allargando il suo orizzonte critico anche al clero. In quasi cinque secoli di storia non solo non ha perso mordente sull’attualità, ma al contrario è stata in qualche modo una lucidissima premonizione dei nostri tempi, rivelando la nostra stessa identità di popolo e le radici profonde di un malcostume – ahimè – tutto italiano.

Non appena si leva il velo sottile che Machiavelli pone sulla commedia si scorge con una certa chiarezza la perfetta metafora della profonda ignoranza di un intero popolo che rifiuta di vedere la bieca furberia dei pochi facoltosi oligarchi che lo governano. Il prologo comincia come un talk-show, ma subito si entra nella storia, condotta secondo un efficacissimo registro comico, tra gag e piccoli lazzi ben orchestrati. E’ una Mandragola in giacca e cravatta, in cui il testo originale è recitato con brio e fresca disinvoltura strizzando l’occhio alla contemporaneità, con un ottimo uso dei ritmi e della pause e una scelta musicale accattivante. Stesso mix di tradizione e modernità nelle scenografie.

La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l’aiuto del servo Siro e dell’astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola, ma il primo che giacerà con lei morirà …

Jurij Ferrini, regista e interprete principale, invita a “guardare madonna Lucrezia come fosse il nostro bellissimo paese: l’Italia. Callimaco è un appassionato amante che vuole “possederla” con uno strampalato stratagemma, facendosi aiutare dal faccendiere Ligurio e dal terribile fra’ Timoteo, sinistra espressione del clero più corrotto. Le cose saranno anche cambiate, ma lo stesso perfetto ingranaggio comico inizia a trascendere la vicenda dei meschini protagonisti e a parlare direttamente a noi… di noi”.

Recensioni e articoli

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Caludia Cannella per il Corriere della Sera

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Valeria Prina per Spettacolinews

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