Massimo Venturiello   Tosca

IL GRANDE DITTATORE

Da mercoledì 25 novembre
a domenica 6 dicembre
2015

dal film di Charlie Chaplin
copyright©Rot Export – sas Charles Chaplin TM©- Bubbles LNC.SA e/o Export SAS
Adattamento Massimo Venturiello

Con Lalo Cibelli, Camillo Grassi, Franco Silvestri, Gigi Palla, Gennaro Cuomo, Nico di Crescenzo, Pamela Scarponi, Alessandro Aiello

Musiche Germano Mazzocchetti
Scene Alessandro Chiti
Costumi Sabrina Chiocchio
Luci Umile Vainieri
Coreografie Daniela Schiavone

Regia Giuseppe Marini, Massimo Venturiello

Produzione Società per Attori

Sono passati più di settant’anni da quando Charlie Chaplin scrisse, interpretò e diresse il suo primo film parlato Il grande dittatore, dedicato al tema della minaccia nazista. Con quel film, Chaplin ridiede coraggio al mondo che credeva ancora nella libertà. E lo fece grazie alla risata, che ora viene riproposta sul palcoscenico nello spettacolo diretto da Giuseppe Marini e Massimo Venturiello. Da quel lontano 1940, il mondo è cambiato. Noi siamo profondamente diversi e così anche l’assetto politico del mondo, eppure la nostra realtà presenta strane e inquietanti analogie con quel tempo. Una crisi economica che ricorda quella del 1929, il crollo delle banche, l’inflazione, la disoccupazione e la depressione. L’attualità del Grande dittatore è quella di tutte le opere d’arte in cui si mette a nudo l’essenza umana. Nel film, come ora nella sua riduzione teatrale, il protagonista si fa letteralmente in due. Da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha rinchiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciandone nel messaggio radiofonico finale la violenza in pacifismo.

Afferma Venturiello: “Ciò che inventeremo e abiteremo sarà un’altra cosa dal film. Ciò che invece preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità di un’opera nella cui messa in scena la musica, composta per l’occasione da Germano Mazzocchetti, e le parti cantate, impreziosite dalla presenza di un’artista come Tosca, saranno grandi protagoniste.”

Per Giuseppe Marini “Nello stesso periodo del film l’avventura brechtiana, con l’elaborazione di strumenti concettuali – lo straniamento – come modo di partecipazione critica al mondo della Storia, produceva Terrore e miseria del Terzo Reich e La resistibile ascesa di Arturo Ui. Il nesso tra Chaplin e Brecht è dunque per me molto stimolante e troverà riscontro in ambito registico nella realizzazione dello spettacolo che, come ogni trasposizione teatrale di un’opera cinematografica, prevede irrinunciabili tradimenti, ovvero delle “scelte”.

Recensioni e articoli

Il Fatto quotidiano

Articolo di Michele Monina su Il Fatto Quotidiano del 28 novembre 2015

Corriere della Sera

Livia Grossi sul Corriere della Sera del 25 novembre 2015

Il grande dittatore al Carcano (Corriere della Sera)

Lo Spettacoliere

Paolo A. Paganini per Lo Spettacoliere

sonda.life

Adelio Rigamonti per sonda.life

La Nouvelle Vague

Carla Torrani su La Nouvelle Vague

Sipario

Recensione di Mario Mattia Giorgietti su Sipario, 3 dicembre 2015

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