Emilio Solfrizzi

IL BORGHESE GENTILUOMO

Da martedì 7 novembre
a domenica 19 novembre
2017

IL BORGHESE GENTILUOMO
di Moliére
Traduzione e adattamento Annarosa Pedol

Con Emilio Solfrizzi
e con Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Nico Di Crescenzo, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari, Roberto Turchetta

Regia Armando Pugliese

Scena Andrea Taddei
Costumi Sandra Cardini
Luci Gaetano La Mela
Musiche Antonio Sinagra
Coreografo Aurelio Gatti

Produzione: ErreTiTeatro30

Da martedì 7 novembre a domenica 19 novembre 2017 IL BORGHESE GENTILUOMO di Moliére Traduzione e adattamento Annarosa Pedol Con Emilio Solfrizzi al Teatro Carcano

Il ricco signor Jourdain sogna di diventare nobile tra persone prive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia pur di ottenerne un guadagno. Attorno a lui maestri variamente assortiti – di musica, di ballo, di scherma, di filosofia – tutti ugualmente versati anche nell’arte dello scrocco.

La rivalità regna sovrana, poiché ciascuno è convinto che la propria arte o scienza sia il fondamento primo dell’esser gentiluomo. A loro si contrappone Madame Jourdain, donna estremamente pratica e razionale, che cerca di far rinsavire il marito. Alla coppia dei padroni di casa se ne aggiunge una secondaria, formata dai rispettivi servitori, la simpatica e coraggiosa Nicoletta e Coviello, innamorati fra loro.

Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando in turco maccheronico, si presenta a Jourdain facendogli credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è giunto per sposare sua figlia Lucilla. Lusingato dalla promessa di nobiltà, Jourdain cade nel tranello dando vita a un fragoroso balletto-farsa.

Di fronte all’ennesimo rifiuto del “borghese” di dare in sposa sua figlia al suo giovane – e altrettanto borghese – innamorato, tutti si mettono d’accordo per giocargli la beffa finale. Perfino la moglie, che pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro, lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia. Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare ciò che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Moliére.

“Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai.”

Armando Pugliese