Lella Costa  Orsetta de’ Rossi  Rita Pelusio

FERITE A MORTE

di Serena Dandini
con la collaborazione ai testi di Maura Misiti
con Lella Costa, Orsetta de’ RossiRita Pelusio

Una co-produzione: Mismaonda srl – Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano

Ferite a morte - Rita Pelusio
Ferite a morte - Lella Costa
Ferite a morte - Orsetta de' Rossi
Ferite a morte
Serena Dandini ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Come in una Spoon River del femminicidio, ognuna racconta la sua storia la da dove si trova ora e riprende vita e spessore, uscendo finalmente da una catalogazione arida e fredda.

Serena Dandini, con la collaborazione ai testi e alle ricerche di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, ha scritto una breve storia per ciascuna di loro, pensata in chiave teatrale per sensibilizzare, attraverso il linguaggio della drammaturgia, le Istituzioni italiane e l’opinione pubblica circa un fenomeno dai dati ancora incerti, ma che comporta in Italia – come ci raccontano le rare statistiche – una vittima ogni due, tre giorni.
La scena teatrale e sobria: un grande schermo rimanda filmati ed immagini evocativi, la musica accompagna le donne a raccontare la loro storia assieme agli oggetti che hanno caratterizzato la loro tragica avventura.
Sul palco, ad interpretare le vittime, tre attrici che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, su un linguaggio leggero e coi toni ironici e grotteschi propri della scrittura di Serena Dandini.
Oltre a loro saliranno di volta in volta sul palco alcune figure femminili di spicco della società civile del territorio di rappresentazione.

NOTE DI REGIA di Serena Dandini

L’avventura di “Ferite a morte” ha compiuto due anni lo scorso novembre, e non mi sarei mai aspettata questa forte risposta del pubblico quando ho iniziato insieme a Maura Misiti, amica e ricercatrice del CNR, ad analizzare quei terribili dati sulla violenza alle donne in tutto il mondo. Una vera e propria strage, che passava spesso sotto silenzio, quasi come un destino ineluttabile riservato al genere femminile. Questi monologhi teatrali nascono proprio dal desiderio di dare luce e visibilità a storie spesso ridotte dalla cronaca nera solo a morbosi delitti passionali. Ho pensato che il teatro con il suo linguaggio diretto potesse arrivare al cuore e alla coscienza del pubblico più di tanti discorsi seri a cui spesso siamo assuefatti. E così miracolosamente è stato. Ho riscritto in totale libertà e fantasia storie ispirate alla realtà quotidiana di milioni di donne e bambine vittime di violenza in tutto il mondo, dando la parola a chi non ha potuto parlare da viva o non ha avuto la forza necessaria per farlo. Finalmente da un paradiso tutto al femminile, le donne di “Ferite a Morte” raccontano la loro versione dei fatti, e la loro vita, creando un cortocircuito tra dramma e ironia in una nuova Spoon River internazionale. Sono particolarmente orgogliosa che attrici straordinarie come Lella Costa si siano innamorate del progetto e abbiano deciso di portarlo in tour per l’Italia, continuando a dare voce e visibilità a questo dramma infinito. Due anni dopo la nostra timida scommessa iniziale e grazie alla solidarietà di tante “lettrici” appassionate, “Ferite a morte” è diventato un progetto internazionale, una vera e propria mobilitazione che testimonia il rifiuto di tante donne (e tanti uomini) nei confronti della violenza di genere. Ed è proprio questo rifiuto che manifesteremo tanto nelle nuove tappe del tour nazionale 2015, quanto nelle diverse trasferte internazionali.