Spellbound Contemporary Ballet

DARE

Da venerdì 18 marzo
(ore 19,30)
a domenica 20 marzo
2016

Regia e coreografia Mauro Astolfi

Danzatori Fabio Cavallo, Maria Cossu, Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giuliana Mele, Claudia Mezzolla, Giacomo Todeschi, Violeta Wulff Mena, Serena Zaccagnini

Musiche Nihls Fraham, Garth Knox&Agnes Vesterman, Jonny Greenwood, Norn, Amon Tobin, Chopin
Musiche originali Carlo Alfano, Luca Salvadori

Disegno luci Marco Policastro

Produzione realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

DARE - Spellbound Contemporary Ballet al Carcano

Spellbound Contemporary Ballet, la compagnia di danza italiana che ha incantato le platee di tutto il mondo, ritorna a grande richiesta dal 18 al 20 marzo a Milano, questa volta al Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano. Spellbound ripropone una serata di grandi successi a firma di Mauro Astolfi sotto il titolo DARE, nome della creazione che chiude il programma prodotta nel 2015 a chiusura dei festeggiamenti per il ventennale della Compagnia in collaborazione con il Teatro Sociale di Como. Ad apertura di serata le recenti creazioni Controfase, Small Crime, Lost For Words – l’Invasione delle parole vuote/Studio III (nella versione “reshaped” allestita per il prossimo Chutzpah! Festival a Vancouver) e THE HESITATION DAY.

PRIMA PARTE

CONTROFASE (18 e 19 marzo), interpretato da Giovanni La Rocca e Mario Laterza su musiche di Nihls Fraham, Garth Knox&Agnes Vesterman, è un duetto maschile plastico ed emozionale al tempo stesso, nato come coreografia per il progetto di tirocinio Spellbound Junior Ensemble/Tirocinio Professionale Daf, riallestito per la formazione professionale e ora parte del repertorio della Compagnia.

SMALL CRIME (20 marzo)  – Rinunciare all’orgoglio crea miracoli, presentato in prima mondiale ad APAP Conference New York/gennaio 2015 City Center, su musiche di Jonny Greenwood, Nils Frahm, è un intenso passo a due che evidenzia la conflittualità che spesso emerge nella coppia, un lavoro dalla linea drammaturgica ironica e acuta straordinariamente interpretato dai due danzatori Maria Cossu e Giovanni La Rocca. “SMALL CRIME accade per caso, spesso purtroppo è un bisogno mascherato da interesse… accade ogni qual volta si cerca con la forza, qualsiasi tipo di forza, di entrare nella vita di una persona… di cercare ostinatamente di attirare la sua attenzione. Il secondo piccolo crimine, quello che spesso rovina definitivamente le nostre vite, è una conseguenza diretta del primo piccolo crimine… che accade quando chi è stato rifiutato in un particolare momento della vita, cerca poi vendetta, ignorando, e non riconoscendo la stessa persona che poco tempo prima era il centro dei nostri pensieri. In alcuni casi rinunciare al proprio orgoglio… crea miracoli.” Mauro Astolfi

LOST FOR WORDS – L’INVASIONE DELLE PAROLE VUOTE – STUDIO III, realizzato in collaborazione con Regione Lazio Ufficio Cultura e Sport, è l’ultimo atto dell’omonima fortunata trilogia prodotta tra il 2011 e il 2013. Su musiche appositamente composte da Carlo Alfano, è un processo al ‘sistema parlato’ e falsato  dei rapporti umani, un rifiuto a prendere sul serio e considerare come attendibile una confessione, una testimonianza… Lo Studio III, quindi, non contraddice in sostanza  lo “spirito” e l’ambientazione dei primi due capitoli di LOST FOR WORDS, pervasi da suggestioni che evocano progetti dialettici e slogan vari che invadono il linguaggio e intralciano la mente, ma cerca solo di ricollegare la parola a un significato puro e diretto, un linguaggio che non sottenda un altro significato.”

THE HESITATION DAY, quartetto maschile creato da Mauro Astolfi fresco di debutto al The Egg di Albany negli Stati Uniti lo scorso ottobre, su musiche di Norn e Amon Tobin, interpretato da Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Fabio Cavallo, Giacomo Todeschi, è l’ultima creazione breve messa in scena dalla Compagnia e rappresentata con successo già negli Stati Uniti e Canada.

SECONDA PARTE

DARE II, è un progetto nato per celebrare i primi vent’anni di attività di Spellbound Contemporary Ballet prodotto durante i festeggiamenti dell’anniversario svoltisi tra il 2014 e il 2015. Presso il Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, la compagnia mette in scena il secondo capitolo del progetto DARE, su musiche di Chopin e brani originali di Luca Salvadori, creato in collaborazione con il Teatro Sociale Aslico di Como che ne ha ospitato il debutto nel marzo 2015. Dare è richiamare a sé quell’essenza invisibile e solida della compagnia, in una divisione di spazi, di storie che s’incrociano, si ritrovano, si riallontanano. Dare racchiude e raccoglie un mondo un po’ magico, la dimensione del quotidiano rivista come qualcosa di ancora più eccitante di un evento straordinario. Dare è forse anche una metafora del vivere e la ricerca eterna di una relazione tra noi e gli altri, tra noi e quello che noi stessi abbiamo creato, un recupero delle intuizioni geniali della nostra infanzia dove qualsiasi cosa era un mondo da scoprire, ogni giorno.
La Compagnia come già nelle stagioni passate alterna tournée in Italia a un ricco calendario internazionale e nel 2016 vanta numerose presenze oltralpe con tappe in Inghilterra, Svezia, Canada, Stati Uniti, Giappone, Taiwan, Cina.
Applauditissima in Italia e all’estero per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico, Spellbound – fondata nel 1994 dal coreografo Mauro Astolfi, affiancato dal ’96 da Valentina Marini – si è esibita nei maggiori teatri e festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Stati Uniti, Canada, Bielorussia, Panama, Israele, Russia, Corea, Lussemburgo e prossimamente Inghilterra e Svezia). Competitiva per modernità dei programmi e ricchezza del repertorio, la compagnia è sicuramente tra le proposte artistiche italiane maggiormente apprezzate in campo internazionale, attiva da sempre in progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea. Di particolare rilievo l’attenzione posta allo sviluppo di progetti di formazione ed educazione del pubblico così come di diverse generazioni di danzatori, dinamiche queste che hanno consolidato negli anni un modello vincente di impresa culturale a tutto tondo riconosciuta internazionalmente.

Nata per celebrare i primi vent’anni di attività di Spellbound Contemporary Ballet, Dare è una creazione che presenta visivamente negli angoli della scena – di ogni scena – citazioni fatte di gesti, oggetti, atmosfere che hanno scandito un percorso ricco di incontri, collaborazioni e storie appassionate.
Dare è richiamare a sé quell’essenza invisibile e solida della compagnia, in una divisione di spazi, di storie che si incrociano, si ritrovano, si riallontanano.

La dimensione di uno spazio interno, a noi caro, uno spazio mutevole dove la scena stessa, gli oggetti, le scatole, le piante sperimentano la loro condizione quasi umana; dove la collaborazione tra l’uomo e l’ambiente è un approccio ordinario, dove un letto o uno scatolone da trasloco diventano un’estensione delle nostre braccia, un vestito, un posto dove trovare un equilibrio diverso, una diversa armonia.

Dare racchiude e raccoglie un mondo un po’ magico, la dimensione del quotidiano rivista come qualcosa di ancora più eccitante di un evento straordinario. Dare è forse anche una metafora del vivere e la ricerca eterna di una relazione tra noi e gli altri, tra noi e quello che noi stessi abbiamo creato, un recupero delle intuizioni geniali della nostra infanzia dove qualsiasi cosa era un mondo da scoprire, ogni giorno.

Applauditissima in Italia e all’estero per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico, Spellbound – fondata nel 1994 dal coreografo Mauro Astolfi, affiancato dal ’96 da Valentina Marini – si è esibita nei maggiori teatri e festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Stati Uniti, Canada, Bielorussia, Panama, Israele, Russia, Corea, Lussemburgo e prossimamente Inghilterra e Svezia). Competitiva per modernità dei programmi e ricchezza del repertorio, la compagnia è sicuramente tra le proposte artistiche italiane maggiormente apprezzate in campo internazionale, attiva da sempre in progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea. Di particolare rilievo l’attenzione posta allo sviluppo di progetti di formazione ed educazione del pubblico così come di diverse generazioni di danzatori, dinamiche queste che hanno consolidato negli anni un modello vincente di impresa culturale a tutto tondo riconosciuta internazionalmente.

Stagione 2015-2016