laBarocca – Direttore Ruben Jais

CHI HA PAURA DI VIVALDI?

Sabato 19 marzo ore 12,00
2016

Il Cimento dell’armonia e dell’inventione “Le Quattro Stagioni”

Direttore Ruben Jais
Voce Narrante Antonio Lubrano

Chi vorrà potrà acquistare il biglietto comprensivo di aperitivo/spuntino servito nel foyer del teatro al termine dello spettacolo.

LaBAROCCA al Carcano

“Chi ha paura di Vivaldi, Bach, Händel?”

Con questo titolo abbiamo voluto proporre al pubblico del Teatro Carcano tre concerti che intendono avvicinare alla musica classica anche coloro che, giovani e meno giovani, non hanno mai avuto occasione di entrare in contatto con questo incredibile mondo.

In ogni concerto verranno eseguiti i brani più famosi e conosciuti di ciascun autore in modo del tutto particolare: racconteremo le storie che hanno stimolato i compositori, smonteremo ogni brano, con esempi musicali suonati dall’orchestra stessa, e lo rimonteremo per ascoltarlo in modo del tutto nuovo.

Molti di questi brani sono già “nelle orecchie” di tutti noi perché vengono utilizzati come colonne sonore di campagne pubblicitarie, di suonerie dei telefonini, di colonne sonore di film e serie televisive. Li renderemo vivi coinvolgendo il pubblico in un modo nuovo di ascoltare questi capolavori. I tre autori quasi coetanei (due, Bach e Händel, nati nel 1685) hanno composto capolavori del teatro musicale rimasti nella storia per il loro impatto emotivo e per la bellezza delle loro melodie. Sarà divertente scoprire i trucchi utilizzati per accattivarsi il pubblico della loro epoca e ben oltre.

Ruben Jais

ANTONIO VIVALDI
(Venezia 1678 – Vienna 1741)

Le Quattro Stagioni op. 8

Edizione: Barenreiter

Tempi:
1.Primavera
Allegro
Largo
Allegro

2.Estate
Allegro non molto
Adagio
Presto

3.Autunno
Allegro
Adagio molto
Allegro

4.Inverno
Allegro non molto
Largo
Allegro

Organico: violino solista, basso continuo; archi

Composizione 1725

Durata: 37′

Le quattro stagioni sono a ragione il ciclo più noto di composizioni vivaldiane, Si tratta dei i primi quattro concerti dell’opera 8, Il cimento dell’armonia e dell’invenzione, ispirati ciascuno a una stagione dell’anno.
Questa raccolta, così come la precedente raccolta di concerti denominata L’estro armonico opera 3, si compone di 12 concerti. La differenza fra le due raccolte sta nel fatto che mentre i concerti del Cimento, sono tutti di tipo solistico, nell’Estro insieme a 4 concerti per violino solista vi sono ben 8 concerti grossi.

Le quattro stagioni costituiscono uno dei primissimi esempi di musica a programma, cioè a carattere prettamente descrittivo. Ciascun concerto si divide in tre movimenti, dei quali due, il primo e il terzo, sono in tempo di Allegro o Presto, mentre quello intermedio è caratterizzato da un tempo di Adagio o Largo, secondo uno schema che Vivaldi ha adottato per la maggior parte dei suoi concerti. Ad esempio, l’Inverno è dipinto spesso a tinte scure e tetre, al contrario l’Estate invoca l’oppressione del caldo, oppure una tempesta nel suo ultimo movimento. In origine erano accompagnati da quattro sonetti esplicativi, uno per concerto, forse opera di Vivaldi stesso.

La Primavera: concerto in Mi maggiore per violino, archi e cembalo
La musica descrive passo a passo l’andamento dei singoli episodi della Primavera: il canto degli uccelli, il temporale e la danza finale (il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del fedele cane mentre altri violini le foglie fruscianti).

L’Estate: concerto in Sol minore per violino, archi e clavicembalo
Si tratta, fuori dubbio, del concerto di maggiore efficacia descrittiva; protagonista è la tempesta che si sente avvicinarsi da lontano nella calura estiva per poi scoppiare nel finale in tutta la sua potenza. L’assolo descrive il pastore spaventato dal temporale improvviso.

L’Autunno: concerto in Fa maggiore per violino, archi e cembalo
Protagonista del concerto è Bacco: Vivaldi riproduce in modo magistrale l’ebbrezza provocata dal vino mentre nel secondo movimento, quello centrale dal titolo i “Dormienti ubriachi”, si sente il clima trasognato e tranquillo del dopo-festa. Il terzo movimento, infine, si identifica con la tumultuosità ed i ritmi della caccia.

L’Inverno: concerto in Mi maggiore per violino ed archi
In un primo tempo questo concerto, dai toni pastorali, era stato concepito da Vivaldi per essere eseguito in chiesa; tutta l’orchestra suona sempre quasi “in sordina” come a non voler disturbare i fedeli raccolti in preghiera. L’Inverno viene descritto in tre momenti: l’azione spietata del vento gelido (allegro), il secondo movimento, tra i più celebri delle quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) e la serena accettazione del rigido clima invernale (allegro).

Stagione 2015-2016