Sogno di una notte di mezza estate

di:
William Shakespeare
regia:
Andrea Battistini
interpreti principali:
Francesca Agostini
Viviana Altieri
Alessandro Buggiani
Chiara Di Stefano
Guglielmo Guidi
Pietro Mossa
Toto’ Onnis
Davide Pedrini
Giovanni Rizzuti
Andrea Sorrentino
Daniele Squassina
Elias Zoccoli

Produzione Mariano Anagni

in collaborazione con Teatro di Castalia

disegno luci di Carlo Pediani

Sul palco vuoto centinaia di corde cadono dall’alto delimitando uno spazio cubico e polimorfo: sono liane …alberi … sbarre … catene … colonne … lacrime, sono la corte di Teseo ed Ippolita, ma anche il bosco di Atene. Due voci si rincorrono come le due ombre che danzano il rito di nozze che dà l’abbrivio allo spettacolo. Poi uno squarcio di luce. Primo colpo di scena. L’incanto si rompe: irrompono Teseo, Ermia (figlia di Egeo) che ama Lisandro, il promesso sposo Demetrio che la ama non riamato, il reietto Lisandro, che non ha i favori del padre di Ermia, e, in disparte, la disperata Elena, che ama Demetrio, non riamata. Un editto crudele condanna Ermia ai voleri del padre, la commedia viene ferita dalle leggi dell’uomo che piegano i voleri naturali dei quattro adolescenti, l’inconscio prende il sopravvento (…) . Nel bosco della coscienza si dipanano le vicende d’amore che vedono i quattro adolescenti scoprire il desiderio, l’invidia, il rifiuto, la passione, la violenza, l’odio (…). Shakespeare prepara progressivamente il proprio terreno dall’esatto rovescio, aderisce al titolo entrando dalla porta del sogno nel mondo degli umani e niente, come un sogno, può essere tutto e il suo contrario (…) : Teseo e Ippolita diventano Oberon e Titania, il re degli elfi e la regina delle fate, anche loro si disputano un amore ma gli effetti delle energie che sprigionano assumono l’aspetto di apocalittiche catastrofi (…) . Il genio di Shakespeare irrompe, le parole diventano musica, due nuovi strumenti a contrappunto cominciano a spostare l’evento narrato nel territorio della commedia crudele, fantastica, surreale, il maldestro Puck decide le sorti dei quattro ragazzi muovendoli con i colpi beffardi delle sue malefatte, mentre dal cielo due fate agitano con il loro volo danzato lo spazio e le direzioni (…) . Nel tempo di una notte i giovani si trasformano in una nuova forma armonica: la vita adulta. Secondo colpo di scena: nella sala irrompono cinque diversamente abili, attori per caso, improbabili protagonisti di un esperimento di teatro-terapia. Lo spazio scenico li accoglie, si amplifica a dismisura il gioco, il teatro nel teatro si allarga anche alla platea, coinvolge gli spettatori da vicino, li travolge in una girandola di gags poetiche e divertenti (…) . Mentre i piani continuano a mescolarsi, i cinque clown prendono possesso della scena e dei cuori degli spettatori, raccontano anche loro la storia di un amore assoluto, forse l’unico a cui lo spettatore assiste.

Perchè vederlo?
Perché è uno dei testi più conosciuti della storia del teatro di tutti i tempi, una eterna e universale macchina drammaturgica che per centinaia di anni è stata continuamente reinterpretata in ogni terra e in ogni tempo. Perché è una favola cinica e spietata tra sogno e realtà, verità e menzogna messa in scena da un’ottima compagnia tutta di giovani guidata da Andrea Battistini.