Menecmi – La commedia degli equivoci

di:
Tito Maccio Plauto
William Shakespeare

regia:
Livio Galassi
interpreti principali:
Tato Russo (Menecmo I e II)

con
Eva Sabelli (Il prologo)
Massimo Sorrentino (Spazzola)
Clelia Rondinella (Erozia)
Antonio Rampino (Cilindro)
Marina Lorenzi (Dorippide)
Giorgia Guerra (Luciana)
Davide Sacco (Dromio)
Rino Di Martino (Messenione)
Renato De Rienzo (Mosco)
Antonio Rampino (Il medico)
Olivia Cordsen, Giorgia Guerra, Ashai Lombardo Arop, Eva Sabelli (Le ancelle – Coro prostitute)
Rino Di Martino, Antonio Rampino, Davide Sacco, Massimo Sorrentino (Coro femminielli)

nella rielaborazione di Tato Russo
scene di Tony Di Ronza
costumi di Giusi Giustino
movimenti coreografici di Aurelio Gatti
disegno luci di Roger La Fontaine
musiche di Zeno Craig

Produzione T.T.R. Il Teatro di Tato Russo

Cavallo di battaglia di Tato Russo attore, Menecmi ha avuto decine di riprese ed ha collezionato negli anni più di seicento repliche. La rielaborazione di Russo dell’originale plautino conserva tutto il suo plebeismo, tutti i suoi caratteri di teatro popolare, ma ne amplia a tal punto l’efficacia e il divertimento così da farlo diventare un capolavoro autentico dell’arte comica. Un meccanismo comico perfetto e un vero tour de force per Tato Russo, impegnato nel doppio ruolo dei gemelli, che si consacra attore specialissimo e dalla straordinaria comunicativa .

Menecmi è una libera rielaborazione di Tato Russo da Menecmo di Plauto, oltre ad essere una delle più famose e forse, coma la definiscono alcuni, la commedia più plautina di Plauto. Tato Russo ha affidato le parti dei gemelli ad un unico attore e ha ambientato la vicenda in una Napoli antica, la Neapolis dell’epoca. Nonostante che un gemello becero e volgare sia contrapposto all’altro, colto e intellettuale, di professione avvocato, entrambi si esprimono in italiano. L’irrefrenabile, incontenibile, generoso regista e attore napoletano, versatile da sempre non solo come interprete ma anche come autore, innamorato della prosa come del musical, ha riscritto la storia di Plauto non mancando di darle un tocco partenopeo. E così l’esuberanza verbale, il termine plebeo, il lazzo, attraverso i quali Plauto ottiene la risata crassa, il divertimento gioioso, la comicità, qui raggiungono il massimo vigore dando clamore alla voce autentica che si innalza al di sopra di qualunque banale intellettualismo, alimentando le fondamentali peculiarità dell’autore sarsinate. L’origine atellanica dell’arte plautina si fa più vicina sia alla metrica musicale del tempo che alla grassezza popolare voluta da Plauto.

Un mercante ha avuto due gemelli, Menecmo e Fosicle. Partito per un viaggio d’affari con il primo dei due, l’aveva perso in seguito a un rapimento ed era quindi morto di dolore. Il secondo, ribattezzato Menecmo dal nonno, fattosi adulto, nel corso delle ricerche che sta svolgendo per ritrovare il fratello, giunge a Epidanno. E’ in questa città dai facili costumi, lussuriosa e decadente, che vive il primo gemello, il quale, benché sposato, si abbandona ad ogni forma di dissolutezza, potendo godere dei favori di una sgualdrina sua dirimpettaia.

La presenza del secondo gemello darà luogo, come si può intuire, ad una serie di equivoci e di errori in cui la comicità esploderà in maniera prorompente in tutte le scene dello scambio fra i due fratelli. Solo l’incontro finale porrà fine ai qui pro quo.

Livio Galassi

Perchè vederlo?

Cavallo di battaglia di Tato Russo, Menecmi ha avuto decine di riprese ed ha collezionato negli anni più di seicento repliche. La rielaborazione di Russo dell’originale di Tito Maccio Plauto conserva tutto il suo plebeismo, tutti i suoi caratteri di teatro popolare, ma ne amplia a tal punto l’efficacia e il divertimento così da farlo diventare un capolavoro autentico dell’arte comica.