Medea

di:
Euripide
regia:
Maurizio Panici
interpreti principali:
Pamela Villoresi e David Sebasti
Traduzione e adattamento di Michele Di Martino e Maurizio Panici
Scena di Michele Ciacciofera
Costumi di Lucia Mariani su disegno di Michele Ciacciofera
Musiche di Luciano Vavolo
Produzione Argot Produzioni-Associazione Teatrale Pistoiese
in collaborazione con Teatro dei Due Mari

Medea ci riporta a partire dai tragici greci alle donne di oggi. Sono infatti le donne a mettere in discussione la vecchia cultura facendosi portatrici di un nuovo pensiero. Ed è proprio attraverso Medea (figura totalmente inedita e significativa) che Euripide pone all’interno delle rappresentazioni tragiche un elemento di assoluta modernità. Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l’esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità. Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima di tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale, ma per rispondere ad una ingiustizia. Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine. In Medea l’azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l’impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza. Il conflitto, per la prima volta in una tragedia, non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.

Perchè vederlo?
Dalla Gazzetta del Sud (2003):
“Lo spettacolo gravita intorno a Pamela Villoresi, attrice di rarissimo talento. La sua Medea non urla né si dimena, ma cova semmai il tormento in modo interiore: sola contro il mondo, sceglie la via più atroce per vendicarsi. ….. la Villoresi calca l’accento sulla descrizione dell’animo femminile della protagonista che, in un turbine di emozioni, tra risolutezza e ripensamenti, compie la spietata e irragionevole rivalsa contro chi l’ha umiliata”.

Dicono dello spettacolo

La Repubblica, M. Oliveri
Le ferite interiori di una donna tradita, che reagisce al dolore con il più atroce degli assassini. … Pamela Villoresi si distacca dall’interpretazione stereotipata del matricidio per trasmettere la dolorosa discesa agli inferi di un personaggio ricco di sfumature.