L’arte del dubbio

di:
Stefano Massini
regia:
Sergio Fantoni
interpreti principali:
Ottavia Piccolo
Vittorio Viviani

Coproduzione La Contemporanea – Teatro Carcano 

tratto dal libro L’arte del dubbio di Gianrico Carofiglio

Dieci anni fa scrissi e pubblicai un libro sulle tecniche di interrogatorio, destinato agli addetti ai lavori e costruito sulla riproduzione e sullo studio di veri verbali, tratti da veri processi. L’idea alla base di quella impostazione era che la capacità di interrogare efficacemente i testimoni in un processo penale non si possa sviluppare in teoria, ma solo analizzando l’esperienza e traendo da essa gli insegnamenti su quello che si deve e, soprattutto, su quello che non si deve fare. La cosa inattesa fu che il libro finì anche nelle mani di tanti che lo lessero come una raccolta di racconti, sorprendentemente appassionandosi ai dialoghi, alle storie e ai personaggi. Nella nuova versione di quel manuale sono state eliminate le parti strettamente giuridiche, è stato semplificato, vorrei dire bonificato, il linguaggio, c’è un titolo nuovo cui ci siamo subito affezionati. Ma nella sostanza il libro è lo stesso, anche se ora è deliberatamente rivolto a un pubblico non tecnico. Ci sono ancora indicazioni di tattica e di strategia processuale e ci sono ancora spunti di riflessione sul rapporto tra linguaggio, persuasione e verità. E soprattutto ci sono le storie. (…) Storie ridicole, storie avvincenti, storie drammatiche o tragiche. Schegge del reale, pezzi di vita che, raccontati sul palcoscenico del processo, diventano modelli del mondo. Perché, in fin dei conti, questo è sempre stato un libro di storie e sulle storie. “Perché le storie sono tutto quello che abbiamo”.
Gianrico Carofiglio

L’anagramma di “la verità” è “relativa”. Niente come questa battuta introduce nel cuore del saggio/racconto di Gianrico Carofiglio L’arte del dubbio. Dove dubbio sta per ricerca, ambivalenza, possibilità, incarnate in storie di tribunale, e quindi teatralmente e socialmente vivissime, in interrogatori dall’esito imprevedibile, in personaggi la cui verità emerge involontariamente dalle asprezze del contraddittorio. (…) Carofiglio ha scritto non un saggio ma un manuale di sopravvivenza. Il suo è un libello delizioso su questo tema. In termini giudiziari, certo, ma proprio per questo privi di voli pindarici, molto poco teorici, bensì assai concreti, declinati su quel catalogo infinito di casi diversi che è l’umana società. Un abbecedario sul dubbio. Un manuale di procedura processuale non soltanto per stanare la verità, ma per intuire, intravedere, aprire vie non battute laddove l’ovvio altrimenti impererebbe. Scorrono i più svariati casi di cronaca, nelle preziose pagine volteriane di Carofiglio, come un mosaico di tessere imprevedibili…
Stefano Massini

Perché nasce da un libro di Gianrico Carofiglio. Perché lo strumento dell’interrogatorio e la forma del processo sono la forma più antica – e appassionante – di teatro che ci sia. Perché è uno spettacolo dalla struttura aperta e non convenzionale, in cui Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani possono colloquiare con il pubblico, entrando e uscendo dai ruoli, raccontando storie di tribunale in cui spesso niente è come appare.Perchè vederlo?