LA BISBETICA DOMATA, articoli e recensioni

LA BISBETICA DOMATA firmata da Angela Demattè e Andrea Chiodi sembra aver convinto la critica e il pubblico, davvero numeroso a teatro. Vi proponiamo una selezione di articoli e recensioni usciti in questi giorni, invitando ad approfittare delle ultime repliche: lo spettacolo – prodotto dal Carcano con LuganoInScena e Lugano Arte e Cultura – sarà in scena a Milano fino a domenica 18 febbraio.

Una visione registica compiuta e coerente che si concede i giusti contrappunti in leggerezza.
Sara Chiappori per La Repubblica –>leggi tutto

Tindaro Granata impersona una grande Caterina, sinistra e tenera. Al centro degli intrighi c’è il potere della parola.
Renato Palazzi per il Sole 24 Ore –>leggi tutto

L’atroce misoginia del testo è vista dal regista Andrea Chiodi, su felice traduzione e adattamento di Angela Demattè, non come un sentire dell’autore ma come una critica alla visione della donna a quei tempi.
Magda Poli per il Corriere della Sera –>leggi tutto

Chiodi ha voluto ricamare, con scelte registiche originali, la prepotente ambiguità di un’indiavolata Caterina, addomesticata e sottomessa da Petruccio, suo sposo e domatore.
Giorgio Thoeni
per Azione –> leggi tutto

L’allestimento tutto da ridere porta alla luce finzioni, atrocità, essenza delle relazioni umane.
Antonio Bozzo per Il Giornale –> leggi tutto

Quando il teatro è eleganza.
Adelio Rigamonti per Sonda.life –> leggi tutto

Uno spettacolo decisamente bello, con una scelta registica – il cast tutto al maschile e la scenografia scarnificata – non gratuita e invece densa di significati.
Valeria Prina per Spettacolinews –> leggi tutto

Una bisbetica domata recitata come ai tempi del Bardo da soli uomini con uno straordinario Tindaro Granata nella parte di Caterina. È la vera novità di questa operazione che usa un dialogo scoppiettante ma fedele al linguaggio originale.
Carlo Tomeo per Flaminio Boni –> leggi tutto

Uno dei testi più sottovalutati di Shakespeare, ritenuto scorretto, misogino, in contrasto con i valori della nostra società, viene qui esaltato dalle colte angolazioni del regista Andrea Chiodi.
Mattia L. Palma per Cultweek –> leggi tutto

E’ quindi l’arte scespiriana del gioco delle parole e dell’intreccio dei personaggi che tiene alta, per più di due ore, l’attenzione del pubblico; né disturbano, anzi accrescono, i sottotesti e le incursioni musicali contemporanee, che rompono il fluire delle parole accompagnandole in modo affettuoso.
Mario Bianchi per Krapp’s Last Post –> leggi tutto

Una commedia, in cui emerge chiaramente la doppia faccia della verità, Caterina, ci mostra con ironia i conflitti interiori di una moglie domata dal matrimonio ma che saprà a sua volta dominare, che saprà compiere scelte consapevoli padrona del proprio agire; come all’inizio sceglieva di essere bisbetica, alla fine sceglierà di essere docile. Non una figura inerte silenziosa, come la sorella ma soggetto attivo del proprio destino e desiderio.
Angela Villa per Dramma.it –> leggi tutto

Spettacolo fresco, curioso in punta di sorriso e talvolta di risata, con un bel gioco scenico condotto dalla regia e, soprattutto, con l’evidente piacere degli attori di “starci” dentro questa storia in più di un ruolo.
Mariagrazia Gregori per Delteatro.it –> leggi tutto

La sfida di Chiodi, che si è messo a confronto con uno dei primi testi di Shakespeare proprio per la sua ambiguità che è prima di tutto ambiguità di parola, può con questo spettacolo giovane, vivace e ricco di musica dirsi ragionevolmente vinta.
Valentina Basso per Saltinaria.it –> leggi tutto

Lo studio della ritualità gestuale femminile da parte di Tindaro granata è a dir poco degna di stupore.
Claudia Proveddini per Rumor(s)cena –> leggi tutto

Sicuramente sarebbe piaciuto allo stesso Shakespeare.
Marì Alberione per Duels –> leggi tutto

La vicenda, più che nota, scorre piacevolmente per le due ore abbondanti della rappresentazione, anche grazie all’impegno traduttivo della Demattè, a cui va il merito di essere riuscita a restituire quel linguaggio ibrido, contemporaneamente altissimo e volgarissimo, armonico e greve che è stato la fortuna di Shakespeare.
Massimiliano Coralli per Milanoteatri.it –> leggi tutto

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