L’ uomo dal fiore in bocca e Sgombero

di:
Luigi Pirandello e frammenti da TOTO’ E VICE’ di Franco Scaldati
regia:
Enzo Vetrano e Stefano Randisi
interpreti principali:
Enzo Vetrano
Stefano Randisi e Margherita Smedile

Produzione Teatro de Gli Incamminati

DiabloguesCompagnia Vetrano Randisi

Scene di Marc’Antonio Brandolini

Costumi di Mela Dell’Erba

Luci di Maurizio Viani

Con la riscrittura de L’uomo dal fiore in bocca e Sgombero Enzo Vetrano e Stefano Randisi raccolgono i fili di un lungo percorso pirandelliano, iniziato nel 1999 con la messinscena de Il berretto a sonagli, proseguito con L’uomo, la bestia e la virtù e Pensaci, Giacomino! e culminato con la realizzazione de I giganti della montagna. Proprio questo spettacolo – coprodotto da Teatro de Gli Incamminati, Teatro Stabile di Sardegna e Teatro Carcano, ha ottenuto il premio Le Maschere del Teatro Italiano 2011 come miglior spettacolo di prosa. Tra questi allestimenti uno studio sull’uomo Pirandello ha generato Per mosse d’anima, una lettura/spettacolo che evidenzia le affinità e analogie tra la biografia del drammaturgo e le vicende narrate in molti suoi testi – novelle o drammi – sovrapponendo le parole scelte da Pirandello per raccontare la sua vita a battute dei personaggi da lui creati.

In un gioco di contaminazioni e sovrapposizioni, i due attori e registi siciliani – affiancati sul palco da Margherita Smedile – intrecciano quindi i fili del loro percorso a dialoghi surreali e citazioni fulminee attinte dal repertorio di Totò e Vicè, personaggi fantastico/poetici del teatro di Franco Scaldati, per comporre una riflessione umoristica e struggente dell’attesa, il rifiuto e l’accettazione della fine.

Mettendo insieme questi due atti unici si ha la percezione del senso di grande vitalità e disprezzo del comune pensare che si respira in tutta drammaturgia di Pirandello, della capacità di irridere e far ridere con amarezza dei vizi e dei paradossi della società. Il luogo delle azioni – una stazione ferroviaria in cui sembra si sia fermato il tempo, per un bombardamento o una calamità naturale – diventa la “stanza della tortura” che Giovanni Macchia individua come topos costante nel lavori pirandelliani. E il fiore in bocca diventa malattia di un’intera società.

Perchè vederlo?
Perché è uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, vincitori del prestigioso premio Le Maschere del Teatro Italiano 2011 per il miglior spettacolo di prosa con “I Giganti della montagna” (in cartellone al Carcano la scorsa stagione).