Honour

di:
Joanna Murray-Smith
regia:
Franco Pero’
interpreti principali:
Paola Pitagora
Roberto Alpi
Viola Graziosi
Evita Ciri

Produzione Fama Fantasma srl

traduzione di Masolino D’Amico

George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua moglie, un tempo brava scrittrice; Sophie, fragile figlia della coppia, studentessa universitaria; e poi Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire letterarie. Una famiglia importante dell’establishment intellettuale, dove i ruoli della coppia sono ben definiti, con soddisfazione (reale? apparente?) di entrambi. Arriva, meteora inaspettata, Claudia a intervistare lui, e l’ingranaggio familiare comincia ad incepparsi. Che una giovane donna attraente affascini l’uomo maturo al punto da fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta casistica. Claudia tuttavia intreccia rapporti con gli altri due membri della famiglia, li “usa” e si fa “usare” dando vita a una crudele forma di ri-nascita, o riscoperta di se stessi, per tutti i personaggi coinvolti. Ogni rapporto, ogni gerarchia verrà spezzata, ogni personalità dovrà ricostruirsi e sarà la stessa Claudia a scoprire zone ancora sconosciute di sé, come dovrà fare ognuno dei protagonisti.

La storia si snoda attraverso un incontro significativo e intrigante tra l’uomo maturo e la giornalista, tra le pieghe di cose dette e non dette alla moglie, con un litigio e una scenata e poi un’uscita di casa di lui dopo anni di vita insieme. E ancora confronti aspri e al tempo stesso teneri tra madre e figlia e tra figlia e padre. Le fasi del nuovo amore con le effusioni e i nuovi entusiasmi della rinata passione. La reazione della protagonista, orgogliosa e inaspettata.

Lo scontro tra forme diverse d’amore, quello confermato da una vita in comune e quello scoppiato sotto il segno della passione, è il punto di partenza del testo. Una scrittura che unisce l’uso del bisturi per sezionare comportamenti e rapporti alla leggerezza dei toni da commedia brillante. La struttura procede con un andamento simile alle riprese di un incontro di boxe. Sono le armi che consentono a Joanna Murray-Smith, autrice australiana di culto, di raccontare superbamente questa storia.

Honour, vincitore del Victorian Premier’s Literary Award for Drama nel 1996, è stato rappresentato con successo in tutto il mondo. Nel 1995 è stato messo in scena in forma di lettura al New York Stage and Film Festival da Meryl Streep e Kyra Sedgwick. Tra le altre opere della Murray-Smith: The female of species, che ha debuttato a Broadway nel 2007 con Annette Bening, e Bombshells, che ha ottenuto la nomination per l’Olivier Award per la miglior interpretazione femminile ed è stato rappresentato nel 2004 al Festival di Edimburgo.

Perchè vederlo?

Scritto dall’australiana Joanna Murray-Smith, narra una vicenda di dinamiche familiari intricate e tormentate, di sentimenti sezionati in punta di bisturi, protagonista una coppia borghese travolta da un ciclone violento e inaspettato. La struttura della commedia procede con un andamento simile ad un incontro di boxe: sul ring si alternano lui e lei, lui e l’altra, lui e la figlia, lei e la figlia. Alla fine, ogni rapporto, ogni gerarchia verrà spezzata, ogni personalità dovrà ricostruirsi.

Dicono dello spettacolo

da Corriere della Sera: Il regista Franco Però conferma il suo talento, la sua duttilità, la sua capacità di mettere in scena il mondo contemporaneo … Paola Pitagora, donna bella e potente, attrice di raffinato mestiere (…) Roberto Alpi, un grande attore.