Ferite a morte

di:
Serena Dandini
regia:
Serena Dandini

interpreti principali:
Lella Costa
Orsetta De Rossi
Giorgia Cardaci
Rita Pelusio

con la collaborazione ai testi di Maura Misiti

Produzione Teatro Carcano

Torna al Carcano per la terza volta per una breve serie di repliche il progetto teatrale scritto e diretto da Serena Dandini per testimoniare e denunciare la piaga sempre attuale del femminicidio. In scena ancora il formidabile quartetto di attrici che gli spettatori hanno avuto modo di applaudire lo scorso novembre capitanato da Lella Costa con Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio.

“Tutti i monologhi di Ferite a morte – spiega Serena Dandini – ci parlano di delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Una strage familiare che, con un’impressionante cadenza continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta dell’iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica, i media e le istituzioni”.

Tra l’autunno 2013 e la primavera 2014 lo spettacolo ha effettuato un tour internazionale con tappe Washington D.C., a New York (nella sede dell’ONU in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne), Bruxelles, Londra, e poi Lussemburgo, Ginevra, Strasburgo, Parigi. A guidarlo l’instancabile Dandini affiancata, nei vari paesi, da celebri esponenti femminili della società civile, dell’arte e della cultura coinvolte in qualità di lettrici dei monologhi.

Ferite a morte è anche un libro, edito nel 2013 da Rizzoli, che raccoglie tutti i testi portati in scena, e un blog, per convogliare e diffondere notizie sul tema della violenza alle donne, informazioni sui centri di accoglienza e segnalazioni di progetti messi in atto dai sostenitori. Ad esso sono associati una pagina facebook e un profilo twitter, utili da un lato per rendere virale la diffusione dei contenuti, dall’altro per concentrare in quel luogo virtuale una comunità di uomini e donne uniti dalla necessità e dall’urgenza di questa battaglia di civiltà.

Perchè vederlo?
Strutturato come un’antologia di monologhi sulla falsariga dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, lo spettacolo, costruito con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, attinge alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dar voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante, un ex. Le 4 attrici si alternano sul palco dando vita a uno spettacolo drammatico ma giocato su un linguaggio che riesce ad essere anche leggero ed ironico.