ASSASSINIO SUL NILO

di:
Palazzeschi
Diderot Prévert
Lerici
Montale
D’Arrigo
Alighieri
Lorca
De Filippo
Malerba
Benni
Caproni
Guardigli

regia:
Mariano Rigillo
interpreti principali:
Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini
Musiche di Paolo Coletta
Scene di Paolo Petti
Costumi di Via del Teatro
Luci di Gigi Ascione

Produzione DoppiaEffe Compagnia di Prosa Mariano Rigillo

In un aristocratico salotto anni Trenta avviene l’incontro tra la contessa Pizzardini Ba e il suo amico (amante?) Aldo (Palazzeschi, La visita alla contessa Pizzardini Ba). Discutono più o meno animatamente per tentare di sconfiggere la mortale noia da cui la nobildonna è afflitta in maniera ossessiva. L’incontro lascia malinconicamente aperto il tema della vita e dell’amore, che viene scherzosamente proseguito dalle figure di Pulcinella e Colombina e le parole di Eduardo De Filippo (L’ammore ched’è?).
Sulla scena viene introdotta la donna sesso/gioiello di Dènis Diderot (da I gioielli indiscreti) che passerà il testimone a Jacques Prèvert in dialogo con Roberto Lerici (Questo amore).

Il tema della natura (il mare e il viaggio) è presentato dai versi di Montale (Riviere) e dalla prosa arcaica e affascinante di Stefano D’Arrigo e della sua Ciccina Circè (da Horcynus Orca) e, attraverso la grandiosità dei versi di Dante (Ulisse, Inferno, Canto XXVI), si chiude con le immagini dei mari di Garcia Lorca (Il mare) e Eduardo (’O mare). L’eros racchiuso in una Seicento Multipla con l’ironica descrizione di un amplesso (da Il serpente di Luigi Malerba) e la semiseria, straordinaria avventura di De Pretore Vincenzo, ladruncolo eduardiano, portato da una barella d’ospedale ad un immaginario e personale Paradiso grazie all’ignaro San Giuseppe da lui devotamente scelto come autorevole protettore, introducono il tema dei giorni e della quotidianità. Stefano Benni ci racconta quindi in pochi e scherzosi versi la trasformazione dell’amore di coppia (Le piccole cose). In uno scompartimento di treno, con garbo e distaccato dolore  si congeda il Viaggiatore cerimonioso e consapevole di Giorgio Caproni e, a conclusione dello spettacolo, due brani tratti da Le luci di Algeri di Gianni Guardigli (Premio Flaiano 2000) ci riportano alle nostre riflessioni sull’oggi.

Perchè vederlo?
Lo spettacolo – un itinerario della memoria, del piacere, del ricordo di singole stagioni della vita – elaborato a cura dello stesso Rigillo e da lui interpretato insieme ad Anna Teresa Rossini, è basato su testi di Palazzeschi, Diderot, Prèvert, Roberto Lerici, Montale, Stefano D’Arrigo, Stefano Benni, Dante, Garcia Lorca, Eduardo, Luigi Malerba, Giorgio Caproni, Gianni Guardigli.